ANTONIO DIKELE DISTEFANO
Milanese di Busto Arsizio, 23 anni, scrittore

IO SONO MARXISTA E L'ITALIA, PIU CHE RAZZISTA, È UN PAESE CLASSISTA

di ANDREA SCARPA - Foto di ANDREA COLZANI

ANTONIO DIKELE DISTEFANO

Antonio Dikele Distefano è nato a Busto Arsizio 23 anni fa, è nero, e ha scritto un libro, Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti?, che in poco più di un anno è diventato un caso letterario da 70 mila copie vendute fra digitale e cartaceo. Prima è stato scaricato venti mila volte in free download, poi è stato pubblicato dalla Mondadori. Il suo è un romanzo  scritto con il linguaggio dei social network che racconta una storia d’amore contrastata fra un ragazzo di pelle nera, come Antonio, e una ragazza bianca, proprio come la sua ex. Il primo grande amore e la sua fine, perché Antonio è nero e per i genitori di lei è il ragazzo sbagliato. Figlio di profughi angolani, Antonio Dikele Distefano è cresciuto a Ravenna e da pochi mesi si è trasferito a Milano, in zona Lambrate. In questa intervista racconta chi è e come è nato il suo libro, parla della sua famiglia e di come è stato crescere con la pelle nera in Italia, dice la sua su Federico Moccia e Fabio Volo, Balotelli e la Primavera Araba, l’Italia classista più che razzista, i soldi, le rivincite… Da non perdere. Antonio è destinato a far parlare di sé a lungo.  A febbraio esce il nuovo libro: Prima o poi ci abbracceremo.

Trascrizione videointervista a ANTONIO DIKELE DISTEFANO

Video / 1

CHI SONO
Mi chiamo Antonio Dikele Distefano, sono ritardatario, amo scrivere, le caramelle gommose, amo il Milan di Savicevic, adoro Luigi Tenco, John Lennon, amo le scarpe E mi vesto sempre di nero… Voglio arrivare a fare un milione di euro… Sono nato a Busto Arsizio Varese il 25 maggio 1992, i miei genitori abitavano in Svizzera prima e non so per quale motivo hanno deciso di venire in Italia. Mio padre tutte le volte se la prende con mia madre. Le dice: ”Mannaggia a te che mi hai portato in Italia”, perché lui voleva andare in Francia.

L’EMIGRAZIONE VIA TELEFONO
Una cosa che non si dice mai è che l’immigrazione si muove per telefono, cioè io che sono a Ravenna, tu che sei mio amico e vivi a Milano mi dici: “Vieni a Milano che c’è lavoro”. E io automaticamente mi sposto…

FUGA DALL’ANGOLA
I miei genitori prima di tutto sono emigrati in Congo. Questo fenomeno si chiama il fenomeno di regresado, poi dopo sono rientrati in Angola e dell’Angola sono venuti in Europa. Sono riusciti comunque a costruirsi una vita, a fare dei figli.

SU E GIÙ PER L’ITALIA
Erano partiti che non avevano nulla. Da Busto Arsizio si sono spostati a Cerignola, nel sud. Altra telefonata: “Vieni qui perché c’è lavoro”. E da Cerignola sono ritornati al nord a Ravenna e a Ravenna si sono stabiliti.

CRESCERE IN ITALIA
(Crescere in Italia) È difficile, però ti serve. Io mi sono accorto che veramente serve. Io ho un cugino che (dall’Itaia) è partito per Inghilterra cinque anni fa. Una volta mi ha scritto su Facebook: “Se sei cresciuto in Italia, puoi crescere ovunque”, perché le abbiamo passate tutte.

L’UNICO NERO
Nella mia classe ero l’unico ragazzo nero, nella mia scuola l’unico ragazzo nero. Oggi quando vado a scuola a parlare con i ragazzi, (vedo che) i miei nipoti hanno in classe ragazzi di tutti colori, di tutte le provenienze del mondo.

LA GEOGRAFIA IN NEGOZIO
Quando ero piccolino mia madre aveva aperto un negozio di alimentari: si chiamava Stella d’Africa” a Ravenna. Stella d’Africa, negozio di alimentari etnico, a Ravenna…. Tutti i giorni pieno così. Io ero piccolissimo, avevo otto anni e stavo sempre ad ascoltare le cose che dicevano le persone: storie, racconti, eventi… E lì ho imparato a conoscere l’Africa, ho capito che in Africa non c’è solo l’Africa… L’Africa è un continente e molte persone lo danno per scontato… A scuola ci dicono Africa e basta, questo è il male della scuola: ci dice le cose e non approfondisce… Io ho scoperto che c’era il Camerun la Nigeria, tantissimi paesi. E poi c’è il Sudamerica. Ho scoperto Che Guevara nel negozio di mia madre. Ho scoperto Thomas Sankara, ho scoperto Allende perché venivano cileni, venivano peruviani, venivano cubani… E raccontavano, parlavano… Hanno avuto ruolo fondamentale…

MIA MADRE VA IN ANGOLA
Poi arriva iniziamo a stabilirci, a fare le vacanze, a vivere una vita normale. E poi un signore acquista l’immobile sopra il nostro negozio, quindi acquista il negozio. Il signore è di destra e non amava gli stranieri, quindi ci fa chiudere il negozio. E lì iniziano di nuovo i casini, bisogna pagare l’affitto, mille cose… Mia madre poi va via, parte per l’Angola…

MIA MADRE VIVE IN ANGOLA
Ho capito che non è facile. Se io oggi partissi non dall’Italia, perché l’Italia per me non è l’Angola per lei, però (se io partissi) dall’Italia per andare a vivere in Nuova Zelanda, arrivo in Nuova Zelanda e no trovo quello che avevo immaginato… Che fai? Torni a casa tua.

NON L’HO PIÙ RIVISTA
Non ci siamo più rivisti (io e mia madre) ma ci vedremo il prossimo anno, ci vediamo su Skype. Sicuro vado lì (non ci sono mai stato) e passo quattro mesi perché voglio capire e tastare con le mie mani… io parlo il lingala che è il dialetto del Congo.

LE SCUOLE A RAVENNA
Io il liceo lo faccio Ravenna, istituto professionale elettrotecnico. Lo faccio a Ravenna nel quartiere dove sono cresciuto. Poi nella vita non faccio nulla perché non ho mai voluto fare l’università e quindi faccio due anni sabbatici.

Video / 2

La vita ha voluto farmi conoscere questa ragazza, per caso.

SE DIO VUOLE
io non credo in Dio, però mia madre ci crede tantissimo, lei è convinta che ogni cosa che accade è dovuta al fatto che Dio lo vuole.

AMORE E RAZZISMO
Io conosco questa ragazza, ci fidanziamo. I primi mesi tutto ok, poi all’improvviso non possiamo più stare insieme.

I GENITORI CONTRARI
Relazione tranquilla, anzi io rido e prendo in giro lei perché i suoi genitori non li ho mai visti e le dico: “I tuoi genitori non mi vogliono conoscere”, ma scherzando invece poi scopro che davvero è così. I suoi genitori non mi vogliono conoscere, non vogliono sapere niente di me.

UN NULLAFACENTE
Perché per loro sono un nullafacente, uno spacciatore, un drogato, di tutto e di più. Trovano informazioni inesistenti su di me, da loro fonti… Io ho la fortuna che non fumo, non bevo, e quindi erano tutte cose campate per aria. Quindi siamo obbligati a stare insieme di nascosto perché ogni volta che esce e dice che sta per uscire con me, è un casino.

LA NASCITA DEL LIBRO
In quel periodo inizio a scrivere il mio libro. A novembre sua madre mi chiama al telefono, cosa stranissima… Mi chiama al telefono, al numero di un mio amico, perché io chiamavo lei con il numero di questo amico. Perché non potevo chiamarla col mio numero… Sua madre vede questo numero e mi chiama… Io poi la richiamo e sento la sua voce, iniziamo a parlare. Una conversazione veramente pesante, accesa… Lei mi attacca, inizia a dire: ”Lascia mia figlia, sei un poco di buono, quanto guadagni?”, e cose così. A fine conversazione sua madre mi dice: “Non mi freghi, io non sono mia figlia. A questa cosa che dici, che sai scrivere, io non credo. Se dici tanto di saper scrivere un libro, allora scrivilo”. La conversazione finisce, io chiamo il mio migliore amico, è un giorno di pioggia che non dimenticherò mai, tristissimo davvero, chiamo il mio amico e gli dico: “Questa mi ha detto così è così. E lui mi fa: ”Scrivi questo libro che ti frega”, ed io quel giorno ho iniziato a scrivere il libro.

NOTTI A SCRIVERE
Ogni notte mando un pezzo del libro a lei, e lei tutte le mattine me lo corregge. Sulla spinta mi sono detto: proviamo… E mi sono accorto che le cose che scrivevo mi piacevano.

SEGUIRE L’ISTINTO
In quel periodo leggevo un libro: L’onda perfetta di Sergio Bambarèn, un libro veramente fichissimo, che ti spiega che nella vita devi seguire l’istinto. Tutto il resto non ha senso. E io seguo il mio istinto, l’istinto mi dice: scrivi questo libro, pubblicalo, mettilo su Amazon e fidati: le cose andranno bene…

BOOM DI DOWNLOAD
Ma sai che io non ho mai pensato una volta: se non va bene? Mai. il libro esce il giorno dopo, il 6 giugno on-line. Dopo tre mesi boom di download, in tre mesi fa tipo 15-20 mila download.

IL DESTINO E LA MONDADORI
A settembre, invitato al festival di Mantova della letteratura, si avvicina Antonio Riccardi, direttore narrativa Mondadori Tempi, con questo biglietto da visita e mi dice: “Ciao, siamo interessati, vorremmo pubblicare il tuo libro”. Mi era arrivata una mail di Mondadori una settimana prima ma io ero convinto fosse Mondadori Store e quella mail non l’ho neanche aperta… Quindi se Riccardi non si fosse presentato, forse non avrei mai nemmeno firmato per Mondadori.

DIECI MILA COPIE IN UN MESE 
Per scherzare col primo libro dissi: ”Questo libro vende 10 mila copie in un mese” e io le ho vendute in tre settimane.

LA RIVINCITA
Però sono convinto che, visto il libro in libreria, ne abbiamo parlato e sono contento di questo, il modo migliore per zittire qualcuno è l’indifferenza… Però l’indifferenza con il libro in vetrina è fantastico… Nella Top Four dei miei autori, che poi sarebbero cantautori, ci sono Vasco Brondi al primo posto, gli Oasis al secondo, John Lennon al terzo, e Grand Corps Malade, un poeta francese che fa poesia slam.

Video / 3

I RIFERIMENTI CULTURALI
Gli autori italiani Mauro Corona, De Silva – che per me è il più bravo di tutti -Ammanniti, anche se ho letto solo un libro: Io non ho paura. E Giulia Carcasi…

DIKELE NUOVO MOCCIA?
Io trovo che il titolo sia bellissimo, è veramente figo. Tre metri sopra il cielo è un titolo fighissimo, il film è fatto veramente bene…

DIKELE COME FABIO VOLO?
Fabio Volo è lo scrittore che vende di più in Italia, bisogna ammetterlo. Se Antonio Dikele Distefano, che è uno sconosciuto, in un’intervista dice: “Voglio vendere più di Fabio volo”, magari Fabio Volo va da Fazio e Fazio gli dice: “Ma hai sentito questo Antonio Dikele Distefano? Ha detto che vuole vendere più di te…”. In quel momento da Fazio parlano di Antonio Dikele Distefano. È marketing…

IO E BALOTELLI
A me Balotelli piace tantissimo, da quando ero ragazzino a me fomenta tantissimo… Io sono convinto che lui sia veramente arrabbiato, era… Adesso non più. adesso in serie A… Prima era veramente arrabbiato. Guardate che è difficile quando un calciatore entra in campo e a fischiarlo sono gli avversari. Quando tu giochi per la tua nazionale e senti che pure i tuoi tifosi urlano “Non esistono neri italiani” e ti fischiano, non è facile restare tranquilli ed essere superiori.

I FISCHI PER ME
Tutti quelli che non sono figli di qualcuno sono fischiati quando provano a fare qualcosa. Io me ne sono accorto quando ho scritto il libro. Quando ho iniziato a scrivere il libro, tutte le persone mi dicevano: “Che fai, scrivi un libro?”. Oppure: ”È arrivato lo scrittore…”. “Fuori piove dentro pure, passo a prenderti” non è un titolo adatto”. Ecco, anche quelli sono fischi.

CLASSISTA NON RAZZISTA
L’Italia è un paese classista perché Michelle Obama è venuta in Italia accolta con il tappeto rosso, abbracci, prime pagine. Michelle Obama è nera, è statunitense e non tutti sanno che gli statunitensi per vivere in Italia hanno bisogno di un permesso di soggiorno, quindi è un extracomunitaria.

GLI EQUIVOCI SUL NOME
Quando sono al telefono con qualcuno pensano che sia caucasico, francese, biondo… Quando mi presento mi guardano così e questo è un equivoco che davvero mi lascia un po’ perplesso. Perché Dikele non è un nome europeo, io vorrei cambiare il mio nome e chiamarmi solo Antonio Dikele.Il prossimo anno ci proverò.

DOVE VUOI ARRIVARE?
Io molte volte, lo dico per scherzare, voglia diventare lo scrittore italiano che vende di più di tutti, il più bravo di tutti. Più bravo di tutti è molto difficile finché De Silva, Baricco e compagnia sono in vita. Faccio veramente fatica.

MILANO È…
Ho incontrato un mio amico che vive Milano, si chiama Fauzi e mi ha detto: ”Milano è la città più bella del mondo”. Io non ci credo, però è davvero bella..

MILANO MULTIETNICA
La sera vai alle Colonne e conosci tantissime persone, è abbastanza attiva e poi c’è tantissima multietnicità. Anche se non si vuole ammetterlo, c’è tantissima multietnicità: c’è il pakistano sotto casa, il kebabbaro che fa la pizza, il cinese, il calabrese… Perché poi quando si parla di immigrati lo siamo un po’ tutti. Perché se io salgo sulla metro e prendo il microfono e chiedo: “Quanti sono di Milano?”. Non so quanti sono di Milano, per me due…

LE MIE RICHIESTE
Milano dammi una possibilità di conoscere tutti i miei idoli: Vasco Brondi… Quando io cammino molto di sera cerco sempre I miei idoli. Oddio, quando li ho incontrati mi sono scesi, però per me poter parlare con Vasco Brondi una sera al bar sarebbe l’apice, o con Mauro Corona, e anche se non abitano a Milano, Milano è una città di incontro. E anche lo stesso Fabio Volo.

ITALIANO?
Io ti rispondo che sono figlio del mondo, davvero. L’ho scoperto grazie alla cultura che mi hanno trasmesso i miei genitori. La famiglia non è quella che ti mette al mondo ma quella che ti cresce e ti rende felice.Io in Italia sono cresciuto e non sono sempre stato felice. Sono stato in Belgio e mi sono trovato bene. Un giorno andrò in Indonesia, andrò non so dove e so che quando magari andrò in Indonesia, e mi troverò bene, dirò: sono indonesiano o sono indiano oppure sono angolano o congolese… lo devo ancora trovare il mio Paese.

Video / 4

RAZZISMO E ALTRO
Il mio libro è nato come libro che parla di razzismo, e poi chi lo ha aperto ha scoperto tantissime altre cose.

INCAZZATURE
Mi fa incazzare il fatto che mi categorizzano come la webstar scrittore, lo scrittore degli adolescenti… Come se essere giovane fosse una colpa.

LE MIE FRASI SE…
Sono convinto che molte mie frasi se le avesse scritte D’Avenia o qualcun altro sarebbero diventate dei must.

SPOSTARSI È NORMALE
La storia c’è l’ha insegnato che muoversi è umano, i romani andavano in giro per il mondo, i romani hanno avuto un imperatore nero, Cleopatra stava con Marcantonio, Cleopatra non era di certo svedese, Gesù non aveva la pelle bianca e 1000 altre cose…

CREDENTE?
No. Sono marxista. Se qualcuno mi dice Gesù… Io credo che Gesù sia stato un grandissimo rivoluzionario al pari di Gandhi, Thomas Sankara e Malcolm X.

ISLAM E VIOLENZA
Al mondo ci sono 1 miliardo e 300 milioni di musulmani, se davvero fosse come dicono i media noi oggi dovremmo vivere tutti nei bunker, invece non è così. Se viviamo male non è colpa dei musulmani o dei cristiani, è colpa di quelle 500 persone che sono potenti e non sono ancora stufi d’arricchirsi e continuano a creare disordini e male. La guerra di religione la fanno i poveri, le guerre economiche le fanno i ricchi.

IL SOGNO
Avere un appartamento su un’isola. Sto valutando veramente e forse lo farò già il prossimo anno alle Seychelles o alle Mauritiuts, o a Sant’Elena… Comprarmi un appartamento e vivere su un’isola, tornare per le presentazioni dei libri e poi ripartire.

LA PRIMAVERA ARABA
Primavera araba? Siamo io e Nizar Gallala, un duo. Due ragazzi che un giorno si sono detti: “Cavolo, perché non portiamo nelle scuole un messaggio positivo? Perché non diciamo alle persone che la felicità è l’unico mezzo per stare bene?”. Io non credo in Dio, però credo nel fatto che se qualcuno è felice non fallirà mai, perché se invece tu hai fatto del male un giorno subirai del male… Noi due andiamo nelle scuole, andavamo perché adesso è un po’ più difficile, io partivo da Milano e lui da Ravenna, andavamo nelle scuole a parlare di felicità e comunicazione. Piccolo esempio: ”Se io domani prendo per la prima volta il treno a Lambrate, le persone di Lambrate mi vedranno e penseranno: “Chi è ‘sto negro?”. Il primo pensiero che gli viene in mente è quello. Non è razzismo è ignoranza, è non conoscenza. Se io invece il giorno dopo salgo sul treno, vado dal Signore che mi guarda male e gli dico: ”Ciao piacere, mi chiamo Antonio di Dikele Distefano, ho scritto un libro e abito qui dietro”. Lui il giorno dopo, quando mi vedrà, penserà “Questo è un negro o penserà questo è Antonio Dikele Distefano? Io credo la seconda. Oggi ci sono molte guerre piccole tra le persone proprio per il fatto che non si comunica. Perché vogliono questo, vogliono che non comunichiamo. Per questo oggi cristiani e musulmani fanno la guerra. È per questo oggi il nero e il bianco fanno la guerra, perché se comunicassimo riusciremo a fare quella rivoluzione pacifica che voleva John Lennon.