CHIARA IEZZI
Milanese di Milano, 42 anni, cantante e attrice

BASTA CANZONI: HO CHIUSO CON IL CULTO DELLA PERSONALITÀ

di ANDREA SCARPA - Foto di ANDREA COLZANI

Chiara Iezzi, 42anni – è nata a Milano il 27 febbraio 1973 – è un nome noto nel mondo dello spettacolo italiano da quasi vent’anni. Nel 1997, infatti, assieme alla sorella Paola, arrivò prima nella categoria Nuove Proposte con la canzone Amici come prima. Quella sera nacque ufficialmente il duo Paola&Chiara, che in tanti anni di carriera ha pubblicato decine di singoli di successo: Vamos A Bailar, Ci chiamano bambine, Amici come prima, Viva el amor!, Amoremidai… Chiara dal 2014 ha deciso di dedicarsi esclusivamente alla recitazione: entra nel cast della web series Under con Gianmarco Tognazzi e in quello del film Il ragazzo della Giudecca, con Giancarlo Giannini, e di recente in quello della seconda edizione della serie televisiva Alex & Co., in onda su Disney Channel (è Victoria). Per quanto riguarda la vita privata, Chiara Iezzi il 7 agosto 2014 ha sposato a Cipro, in gran segreto, il suo storico fidanzato israeliano Meir Cohen. Quest’anno, a sorpresa, Chiara ha fatto una specie di retromarcia e – come una ragazzina alle prime armi – si è presentata alle selezioni di The Voice, il talent show di Raidue. È passata grazie a J-Ax, che non l’aveva riconosciuta nel provino “cieco”, ma dopo un paio di puntate viene eliminata. In questa intervista parla di quartieri e tentazioni milanesi, sogni e moda, Naomi Watts e Patty Pravo, ebraismo e la folgorazione di Vamos a Bailar, l’esperienza a The Voice e certi rischi che le piace prendere…

Trascrizione videointervista a CHIARA IEZZI

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AMO QUESTA CITTÀ
Io amo Milano e difficilmente ne parlo male. A tal punto che non vado quasi mai via per il weekend… È la città dove sono cresciuta, la città che mi ha dato successo, mi ha fatto incontrare persone straordinarie con cui mi sono formata come professionista e come persona.

UNA MAGIA SEMPRE
Sono successe cose incredibili qui. Per me stare qui è sempre una magia.

I MIEI QUARTIERI
Fino ai vent’anni sono stata in zona Sempione, poi mi sono spostata quando ho iniziato a fare musica professionalmente, dopo la vittoria di Sanremo mi sono spostata e adesso sono nella zona Solari-Darsena.

IL MIO CINEMA
Io vado spesso al cinema da sola, di solito vado all’Orfeo che ha la sala molto grande, una sala storica che ha resistito anche ai bombardamenti. Ha una storia e un’atmosfera particolare.

RITMO E MAGNETISMO
È una città che offre tanto, è esigente, con un ritmo e un magnetismo che attira. Io faccio sempre fatica a lasciare Milano.

LE TENTAZIONI E IL ROCK’N’ROLL
In una città come questa ci sono tentazioni di diverso tipo… Persa io? No, è difficile. Non sono così, ho avuto momenti rock’n’roll ma brevissimi… Sono abbastanza stakanov(ista), come si dice.

IL BRUTTO DI MILANO
In una città come questa sei portato ad avere molte aspettative, qui è facile voler avere successo perché la città ti ispira questo. Non c’è niente di male, ovviamente, ma a volte la troppa aspettativa ti fa perdere il godimento delle cose che vivi nell’attimo. Sono una fanatica della reinvenzione.

REINVENTARSI A 40 ANNI
Lo trovo entusiasmante, più creativo, meglio così che seguire sempre i soliti percorsi e le zone comfort a cui sei abituato.

DAL CANTO ALLA RECITAZIONE
Mi sono formata negli ultimi 6-7 anni come attrice. La recitazione adesso diciamo che è la cosa per la quale sento una attrazione particolare. Ci sto lavorando da diverso tempo, ovviamente, non solo a Milano perché poi mi è capitato di fare diversi corsi e master di specializzazione anche a Los Angeles, New York e Roma, ovviamente.

LA STESSA MA DIVERSA
Ci sono dei tratti miei che permangono: sobrietà, un certo rigore nel fare le cose, in questo un po’ a Milano mi somiglia.

CITTÀ DA SCOPRIRE
È quel tipo di città che non espone tutto subito, la devi un po’ scoprire, devi capirne il valore, devi anche saper percepire…

MILANO FASHION (E TETRA)
Mi piace questo lato perché c’è questa veste mondana fashion e poi la sera ci sono certi luoghi meno illuminati… E diventa quasi ottocentesca, cinematograficamente parlando è interessante perché cambia faccia…

LA MUSICA?
Al momento sono più concentrata sulla recitazione, non vorrei fare troppe cose.

PERCHÉ THE VOICE?
La recitazione mi ha proprio cambiato mentalità, quindi ci sono andata con nessun tipo di aspettativa particolare se non quella di “intanto mi diverto, poi vediamo”.

IL MOMENTO PIÙ BELLO
Ho trovato l’audizione quella con le sedie girate altamente emozionante. La musica c’è sempre nella mia vita, è una cosa che posso fare anche nei film.

MUSICA PER FILM
Io non posso eliminare la musica della mia vita perché è ovviamente una competenza che ho. Lo posso ancora fare tranquillamente, però adesso mi piace recitare. Faccio spesso anche formazione, faccio audizioni sia online sia dal vivo. In Italia è anche all’estero sono molto presa da questo.

SOPRA LE RIGHE
Mi piace perché si adatta abbastanza bene alla mia personalità sono di base una sobria quindi anche il lavoro che facevo prima era a volte troppo sopra le righe.

SOGNANDO L’AMERICA
Sto facendo anche il visto per lavorare in America e poi torno sempre qui perché per me la mia base è Milano. Mi piacerebbe, però, fare anche qualcosa lì.

DIFFERENZE
Sono due mestieri diversi, nel mestiere del musicista c’è più il culto della personalità, cosa che io ho lasciato andare perché la trovo pressante. Invece quella dimensione dell’attore che può essere tutto e può essere niente, dove non per forza i tuoi tratti caratteriali devono essere quelli che tu proponi sempre: il tuo distintivo. Ecco, io non ho più il distintivo.

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SOGNATRICE INCALLITA
Io sono una sognatrice incallita, una fanatica di Peter Pan, film così… E quindi tutto quello che è avventura mi piace, così mi sono volontariamente messa in una situazione un po’ scomoda per vedere come va, vedere quali sono le mie reali risorse in questo determinato momento della mia vita. A me affascina.

APPAGATA DAL POP
A volte si usano questi termini tipo “chiudere il cerchio”, cose così. Per me era come se l’esperienza si fosse in qualche modo non conclusa però… In quell’ambito sentivo di essere già appagata, di aver scritto la musica che volevo, aver prodotto è fatto tutto quello che sentivo bello per me e mi rappresentasse. Quindi andare oltre mi sembrava un po’ di continuare a ricalcare una cosa già fatta. Siccome non volevo cambiare genere musicale o mettermi a fare altro musicalmente – a me è sempre piaciuto quello – mi sono detta: “Vabbè, inizierò a studiare recitazione”.

NO A PATTY PRAVO
Tra l’altro me lo dicevano: “Ma perché non provi, perché non fai…?”…Una volta mi hanno anche proposto un casting per fare un film, anzi una fiction, su Patty Pravo. Però io non mi sentivo pronta come attrice quindi dissi di no. Io sono un po’ precisa, no? Come tutti i milanesi, e quindi ci tenevo a essere preparata.

GLI INIZI DA ATTRICE
Qualche anno fa, non tanti, è stato girato un film internazionale a Milano che si chiamava proprio International, con Naomi Watts.

COME NAOMI WATTS
C’era un mio amico che lavorava nella parte tecnica e mi raccontava che c’era Naomi Watts. E mi diceva: ”Sai, Naomi Watts ti somiglia”. E la cosa particolare è che siccome pensavo già allora di studiare cinema quando lui mi ha detto questa cosa mi sono convinta e mi sono iscritta a un corso di recitazione.

LA SCUOLA SOTTO CASA
Avevo appena cambiato casa, mi ero trasferita in un appartamento vicino a via Carroccio, sotto c’era una scuola di cinema, guarda caso. E ho detto: ”Vabbè, allora è un segno del destino”.

BYE BYE POPSTAR
Ho iniziato da lì di sera. Seguivo questi corsi ed era molto bello perché mi svestivo di tutte le mie attitudini, ho destrutturato un pochino quella che ero. Ho una storia passata come popstar, ma questo è per destrutturare… Per fare l’attore devi togliere e ritrovare un po’ l’essenza di quello che sei. È stato molto bello perché stato per cominciare da capo tutto, e poi – ritornando al discorso di cui parlavamo prima – Naomi Watts quando ho partecipato a The Voice…

I COMPLIMENTI DI NAOMI
Ci siamo sentite con Naomi Watts su Twitter: lei mi ha fatto i complimenti per the Voice… Io avevo iniziato seriamente a studiare recitazione, i suoi film mi piacevano tutti – da The Ring a Mulholland Drive, The Divorce… di lei tutto mi piace perché è molto eclettica. E quando mi ha fatto i complimenti su Twitter ho realizzato un piccolo sogno.

I RUOLI PREFERITI
Mi affascinano molto i legal movie, con gli avvocati, e anche ruoli religiosi.

IO, L’EBRAISMO E MILANO
Io credo che (la fede) mi abbia aiutato soprattutto nel cambiamento professionale. Non parlo da cattolica anche se sono cresciuta come tale e poi mi sono convertita alla religione ebraica… Per me non è tanto la religione in sé, ma l’aspetto mistico di quella che è la connessione con un aspetto invisibile delle cose. Non sempre quello che vedi è quello che conta. Quello che non vedi come l’amicizia, l’amore, non si vedono eppure ci sono. Io sono un po’ sentimentale, ma non troppo romantica. E secondo me Milano è così, un po’ rigorosetta, però sempre con un occhio per andare oltre le cose.

IL MISTERO DELLA MUSICA
La musica devo dire che è una connessione mistica per me. Scrivere una canzone è una cosa assolutamente inspiegabile, una cosa creativa che compare nella tua vita così… Mi viene in mente un episodio di Milano carino: ho scritto una canzone nel traffico milanese.

LA FOLGORAZIONE DI VAMOS A BAILAR
Ero in macchina, stavo andando a casa dell’allora mio producer Roberto Baldi, e stavo entrando – mi sembra – in via Farini, perché lui abitava verso Maciachini. Aveva lo studio lì, era subito dopo pranzo e aveva questa urgenza di andare subito perché avevo delle idee che dovevo mettere subito in opera. All’epoca avevo una Mini nera lucida e mi si è presentata la canzone nella testa: ho dovuto fermarmi all’angolo. Mi sono venute in mente le parole, la melodia in realtà l’avevo già ideata e l’avevo già scritta. Mi mancavano le parole, che sono arrivate in cinque minuti come una folgorazione. Mi sono detta o mi fermo adesso o le canzoni poi uno se le dimentica, vanno via, le devi scrivere immediatamente. Era Vamos a Bailar. Nata nel traffico milanese… So che uno pensa al mondo latino, le cose etno e invece ero a Milano… Mi sono messa così nel sedile accanto a quello di guida, con un foglio e una penna e poi sono arrivata casa del produttore. ci siamo messi a metterla giù. ”Dai, facciamola un po’ house, un po’ dance. mettiamogli un beat, balliamo un po’…”. E quando ho iniziato a cantarla ci siamo guardati e abbiamo capito subito che era una hit. Milano 1998.

CREDITI
La videointervista e il servizio fotografico a Chiara Iezzi sono stati realizzati negli spazi del Ristorante Stk Milan e dell’albergo ME Milan Il Duca (entrambi in piazza della Repubblica, 20124 Milano), che si ringraziano per la preziosa e cortese collaborazione.