FERMATEVI UN ATTIMO, PLEASE
C’È UNA STORIA DI MATTEO (CACCIA) PER VOI

Impegnato a 360 gradi fra scrittura e narrazione in prima persona, Matteo Caccia è uno stakanovista. Come tutti i milanesi lavora come un pazzo. A parte la radio – con Pascal, al momento in onda su Radio2, e le serate al Pinch di Milano – scrive da sempre a getto continuo. Qui trovate le copertine dei suoi primi libri. Amnesia del 2009, tratto dall’omonimo programma radiofonico che l’ha lanciato, e Il nostro fuoco è l’unica luce del 2012, storia di Ettore, 13 anni, che ha una malattia rara: la Sindrome di XP ed è una forma di allergia ai raggi ultravioletti che gli vieta di esporsi ai raggi del sole, pena la morte. Di giorno vive rinchiuso in una mansarda all’ultimo piano dell’hotel dei genitori, di notte esce e va in giro in barca a vela. In una di queste uscite conosce Ada, giovanissima promessa del tennis che non ha alcuna voglia di diventare campionessa, e come forma di ribellione appicca incendi. E il fuoco è l’unica luce che Ettore può guardare. Il piccolo guru e la ragazzina ribelle si avvicineranno, come due numeri primi, in una favola piena di poesia e riflessioni sulla vita. La maglia nera del 2009, invece, è un reading scritto e interpretato da Matteo per il teatro, tratto dalla vera storia del ciclista Luigi Malabrocca: ai tempi di Bartali e Coppi balzò agli onori della cronaca per aver ottenuto come ultimo in classifica la stessa ribalta dei primi, uomo di grande ingegno intuì che arrivare ultimo era preferibile ad arrivare decimi e persino quarti o sesti… In un momento storico in cui gli italiani si sentivano “ultimi”, era facile per la gente ai bordi delle strade affezionarsi a quel reietto che arrivava in fondo. Così “La maglia nera” racconta attraverso una storia un pezzo di Storia d’Italia. Dal 5 ottobre Matteo Caccia va in onda anche con Buio – La paura di tutti, il primo storytelling noir che ha scritto (con Tito Faraci) e che interpreta ogni giorno su Radio 2 alle 19.43 (dopo il Gr): ogni giorno per tre minuti un uomo chiuso in un luogo sconosciuto e buio racconta le sue paure e il terrore di vivere senza luce. Tre mesi di “diario” che svelano la sua vita e le motivazioni profonde che lo spingono a vivere quei minuti di intensa consapevolezza. Un tempo breve per ripercorrere momenti passati, stralci di infanzia, paure, emozioni travolgenti, che escono come spettri dal buio intorno a lui per poi tornare di nuovo alla luce, alla vita di tutti i giorni.