MONTAGNETTA DI SAN SIRO
Che c'è di strano, siamo stati tutti là

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«Che c’è di strano, siamo stati tutti là. Ricordi il gioco dentro la nebbia? Tu ti nascondi e se ti trovo ti amo là, ma stai barando, tu stai gridando, così non vale, è troppo facile così trovarti amarti giocare il tempo…sull’erba morta con il freddo che fa qui». Cantava così Roberto Vecchioni in Luci a San Siro, ma qual è quel luogo dove tutti potevano amarsi liberamente all’aria aperta?

Chi può negare, da ragazzo, magari un po’ squattrinato e senza una casa a disposizione, di essersi infrattato in qualche zona isolata e nascosta per poter liberamente amoreggiare con il proprio partner, magari chiuso in una macchina con i vetri appannati dalla condensa degli affanni? È così che in ogni città sono nate delle zone “riservate” alle coppiette che lì potevano liberamente appartarsi.

A Milano, dove peraltro la nebbia faceva da complice alle giovani coppiette, era la montagnetta di San Siro dove si vedevano dondolare le macchine “nascoste male al ritmo di chi c’era dentro per potersi consolare, godendo sui clacson”.

Chi pensa a Milano come una piatta città di pianura, in realtà non conosce il Monte Stella (nome ufficiale delle montagnetta) che si “innalza” fino a 50 metri e con un dislivello di 185 ml dal mare. Si tratta ovviamente di una collinetta artificiale, nata dall’accumulo di macerie della Seconda Guerra Mondiale, ricoperte con la vegetazione e gradoni in cemento che portano fino alla sommità, da cui si può ammirare la città e l’hinterland: oggi è ancora uno dei parchi più amati dagli sportivi grazie a quel dislivello che non si trova da nessun’altra parte in città.

Dagli anni Sessanta fino agli anni Novanta, il Monte Stella ha fatto da palco a feste ed eventi, concerti e perfino gare di sci, prima di lasciare il campo ai runners e ai bikers. Dal 2003, sulle sue pendici sorge il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, memoriale vivo di piante con cui si ricordano uomini e donne che combatterono i genocidi nel mondo.

Oggi la Montagnetta di San Siro è ancora uno dei parchi più amati dalla città e dagli abitanti del quartiere, che stanno cercando di dargli una nuova connotazione, riaprendo a eventi e manifestazioni… e chissà se, dopo le feste, non riusciranno a smentire anche Vecchioni, secondo cui “Luci a San Siro non se ne accenderanno più”.

Nel frattempo, per rigodere dell’atmosfera degli anni ’70 e ’80, si può fare una bevuta di “Montestella”, birra artigianale che lo storico Birrificio Lambrate di Milano ha dedicato alla montagna cittadina. D’altra parte, dopo qualsiasi sforzo, sia esso una salita sui monti o un’ora di passione, vien sempre sete!