NAVIGLIO MARTESANA
Il canale navigabile per la bergamasca

Naviglio Martesana

Il Naviglio della Martesana, o Naviglio Piccolo, fu voluto in principio da Francesco Sforza. I lavori per la sua realizzazione iniziarono nel 1475, e si completarono nel 1496 sotto la guida di Ludovico il Moro. Questo corso d’acqua incanalato artificialmente nasce dall’Adda, sotto il castello di Trezzo, e giunge a Milano a Cassina de’ Pomm, presso l’antico ritrovo affiancato dall’omonimo giardino, finendo poi la sua corsa (interrato) a San Marco. Su una lunghezza totale di 38 km questo corso d’acqua irriga, con oltre 129 bocche, quasi 25.000 ettari di coltivazioni affiancando la via Padana Superiore (SS 11), che altro non è se non l’antica strada romana che passava l’Adda.

Il laghetto di via San Marco, come anche la maggior parte della fossa interna, è stato posto sotto terra a partire dagli anni ’20 del Novecento, ma quando era in uso veniva usato come un vero e proprio porto di Milano. In origine il Naviglio della Martesana fu ideato anche con lo scopo di fornire forza motrice per i mulini, le macine, i torchi d’olio, i filatoi e le cartiere presenti in zona, ma anche per permettere ai milanesi di avere un canale navigabile che permettesse di raggiungere facilmente la Valle dell´Adda e la Bergamasca.

Va ricordato che prima che venisse interrato, il Naviglio finiva – appunto – nel laghetto di san Marco, che si diramava da un lato lungo via Pontaccio per andare a finire la sua corsa nel fossato del Castello Sforzesco (da ciò la denominazione di naviglio morto), mentre dall´altro lato attraverso il Tombone di San Marco (detto ‘Tombum di San Marc’) s’immetteva nella fossa interna alla città sotto i bastioni di Porta Nuova, per raggiungere la darsena di Porta ticinese, mentre più avanti due conche immettevano le acque della Martesana nel Naviglio Interno, il canale navigabile che correva tutt’intorno al Centro Storico di Milano.

Posto del cuore di