VIA DELLA MOSCOVA
L'importante è non andarci per l'Agenzia delle Entrate

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Se Corso Venezia si chiama così perché, attraversando la Porta Venezia, portava proprio alla città lagunare, Corso di Porta Romana perché, passando per la Porta Romana, portava verso Roma, certamente non si può pensare che via della Moscova conducesse direttamente a Mosca. Ma allora perché questo nome così “russeggiante”?

Un tempo, in realtà, si chiamava Via Santa Teresa, ma Napoleone Bonaparte decise di cambiarle il nome in memoria di una sanguinosissima battaglia combattuta dalla Grande Armata durante la campagna di Russia del 1812, dove gli italiani sfoggiarono il loro valore.

Oggi ci sono diversi motivi per cui ci si può ritrovare a passeggiare su questa via che, da Via Daniele Manin, attraversando piazza Stati Uniti d’America, arriva a piazzale Biancamano: alcuni non vorrebbero mai dovervisi recare, perché lì sorge la sede della Direzione Regionale delle Entrate per la Lombardia; molti invece amano frequentarla soprattutto per i tanti locali adatti a tutti i gusti. Dagli amanti della moda agli alternativi, dall’osteria casereccia al ristorante di lusso, tutti troveranno un modo per divertirsi.

Non a caso all’angolo con via della Moscova si trova Largo la Foppa – il cui nome deriva dal milanese ‘foppa’ (ossia ‘buca’) assegnato proprio perché un tempo vi era presente un avvallamento – che oggi è l’isola pedonale vero e proprio tempio della ‘movida’, la vita notturna milanese.

Non manca, però, anche un po’ di storia: proseguendo infatti su Via della Moscova ci si imbatte nella Chiesa di Sant’Angelo e l’annesso Convento francescano dei Frati Minori. La chiesa, dalla facciata semplice, sul sagrato ospita una fontana ottagonale di acqua solforosa, conosciuta dai milanesi anche con il nome di “acqua marcia”.

Ma soprattutto in via della Moscova trova sede, nella chiesa sconsacrata di Santa Teresa, la Mediateca Santa Teresa, dove è ospitata la Biblioteca Nazionale Braidense: un luogo di informazione e formazione all’avanguardia, destinato a un pubblico esigente che vuole poter fruire, oltre che dalle fonti tradizionali, anche da fonti documentarie elettroniche e digitali, essenziali per stare al passo con i tempi.

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