VIA PADOVA
Dove comprare casa era un sogno

Via Padova (2)

Una volta si chiamava strada Provinciale Veneta, ma non se ne ricorda più nessuno. Via Padova oggi fa molto parlare di sé e non in termini rassicuranti. Gli anni l’hanno trasformata: da strada di periferia è diventata negli anni ’60 e ’70 la via della nuova borghesia e si è popolata di professori e impiegati, ognuno in cerca di un pezzetto di sogno milanese.
Oggi le cose sono cambiate nuovamente: via Padova non è più il paradiso del ceto medio emergente, ma un angolo in cui si rifugia chi non ha abbastanza soldi per fuggire altrove, come gli immigrati. Dei 33mila residenti quasi un terzo sono infatti stranieri. Passeggiare per via Padova significa imbattersi in bar cinesi, ristoranti sudamericani, macellerie arabe e sale slot affollate da slavi. Alle fermate del bus 56 che attraversa la via si vedono quasi solo stranieri, gli italiani preferiscono spostarsi con altri mezzi.
In questa società multietnica le razze non si mischiano e non si incontrano. Al massimo si scontrano. La polveriera è scoppiata nel 2010 quando un 19enne egiziano è stato ucciso e la sua morte ha innescato uno scontro razziale in piena regola fra arabi e latini: auto capovolte, vetrine spaccate, motorini incendiati. Tutto ciò che si sospettava essere di proprietà di un sudamericano ha rischiato di finire in cenere. Al di là dei fatti eclatanti c’è poi l’ordinaria amministrazione: via Padova registra oltre 300 fatti violenti ogni anno, fra rapine, risse e aggressioni. E lo spaccio aumenta il degrado e la svalutazione della zona.
E pensare che oltre ai fatiscenti palazzoni di ringhiera in cui covano le tensioni sociali via Padova, nel breve tratto (meno di un chilometro), in cui si accosta al Naviglio Martesana, custodisce una meravigliosa sequenza di ville. Questo angolo pittoresco, alieno alle dinamiche frenetiche della città, venne un tempo soprannominato la ‘Riviera di Crescenzago’ e anche ‘Riviera di Milano’. Qui vivevano nel lusso alcuni ricchi dell’epoca, come gli industriali Domenico De Ponti ed Enrico Mangili, nel 1875 inventore dei coriandoli. Il fiore all’occhiello è Villa Lecchi, costruita proprio a ridosso del ponte che attraversa il Naviglio. E’ una dimora del ‘700 della famiglia Lecchi, che nel corso dell’800 ha ospitato un’azienda tessile e che ha perso i meravigliosi affreschi che la adornavano, ma si è popolata di nuova vita: oggi ospita l’associazione culturale Villa Pallavicini che si occupa di integrazione culturale, ascolto e sostegno alle persone in difficoltà.
E’ possibile godersi queste bellezze architettoniche in sella a una bicicletta, percorrendo la pista ciclabile che scorre lungo il naviglio. Passeggiando su due ruote, tra raffinate dimore incorniciate in una ricca vegetazione, si ha l’impressione di trovarsi altrove, rispetto alla città di Milano. Rimane, a tutti gli effetti, una gradevole oasi di relax, in cui distrarsi dalle dinamiche frenetiche di una metropoli.
Lungo la pista ciclabile che costeggia il fiume è tornata a vivere anche la Cascina Martesana, un centro di riferimento culturale che ospita mostre e concerti e in cui si può giocare a ping pong, rilassarsi su un’amaca oppure bere in compagnia una birra o un centrifugato di frutta.
Non tutti lo sanno, ma Via Padova confina anche con un altro polmone verde. Si tratta di parco Trotter, a lungo trascurato e luogo di ritrovo di sfaccendati e membri delle gang latine, il parco è tornato a vivere grazie all’associazione Città del Sole – Amici del parco Trotter e occasionalmente ospita concerti ed eventi vari. Un’altra associazione che cerca con fatica di riqualificare la zona è Via Padova è meglio di Milano, che si basa unicamente sugli sforzi dei volontari e che attualmente, causa scarsa adesione popolare, ha diminuito le attività.
Fra i locali d’interesse segnaliamo il Loft 21 e l’enoteca Ligera, il cui nome rimanda alla storica malavita meneghina. Un locale tutto Anni ’70, a partire dal simpatico barman. In entrambi i posti i concerti sono di casa.
Parlando della mobilità, oltre alla linea del bus 56 di cui si è già detto, ricordiamo che via Padova è è ottimamente servita dalla metropolitana, raggiungerla è un gioco da ragazzi scendendo alla fermata Loreto delle linee MM1 ed MM2. Un punto a suo favore, considerate le recenti politiche di controllo del traffico. E la pista ciclabile che la attraversa fin dal suo inizio aggiunge valore.
Fra gli eventi da segnare in agenda, ricordiamo l’appuntamento con il mercato degli agricoltori ogni secondo sabato del mese in cui si possono acquistare generi alimentari in un clima davvero familiare.

PUNTI D’INTERESSE

ASSOCIAZIONI
Città del Sole – Amici del parco Trotter, via Giuseppe Giacosa 46
Via Padova è meglio di Milano – senza sede. Per info scrivere a associazioneab@gmail.com
Villa Pallavicini, via Antonio Meucci 3

CULTURA
Associazione culturale Villa Pallavicini, via Antonio Meucci 3
Cascina Martesana, via Luigi Bertelli 44

LOCALI
Enoteca Ligera, via Padova 133

MERCATI
Mercatino contadino di piazza Durante, ogni secondo sabato del mese

MOBILITA
Autobus 56
Metropolitana fermata Loreto (Linea Rossa e Verde)

NATURA
Naviglio Martesana, discesa all’altezza del civico 283
Parco Trotter, via Giuseppe Giacosa 46

PALAZZI STORICI
Villa Lecchi, via Antonio Meucci 1