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Economia e Lavoro

150 euro di aumento sullo stipendio di questi lavoratori: ecco chi riceve più soldi

Sono in arrivo 150 euro di aumento sulla busta paga di alcuni lavoratori, ma a chi spettano esattamente? Scopriamo chi riceve più soldi sullo stipendio!

Aumento nello stipendio – Imilanesi.Nanopress.it

Con il taglio del cuneo fiscale scattano in automatico aumenti sullo stipendio per molti lavoratori. Per alcune categorie scatterà un aumento di 150 euro, mentre per altre varierà a seconda delle regole stabilite dalla legge di Bilancio 2023, approvata di recente e che ha determinato l’attribuzione delle aliquote. Vediamo nel dettaglio come le retribuzioni possono subire delle variazioni anche nei prossimi mesi dell’anno in corso.

Gli stipendi tra 800-4mila euro non aumentano da subito

Il taglio del cuneo fiscale è stato approvato dalla Legge di Bilancio 2023. La manovra prevede il taglio del 3% per i dipendenti con redditi annuali fino a 25mila euro e del 2% per dipendenti che hanno un reddito compreso fra 25mila e 35mila euro. Non è invece previsto alcun incremento sullo stipendio per coloro che hanno oltre 35mila euro di reddito.

E’ comunque importante specificare che gli aumenti non arriveranno subito per gli stipendi tra 800-4mila euro. Infatti, anche se la Manovra è stata approvata, occorrerà attendere che entri in vigore. Di conseguenza, bisognerà attendere marzo 2023 per vedere effettivamente gli aumenti sugli stipendi dei lavoratori dipendenti, spettanti per il taglio del cuneo fiscale.

E’ anche bene sottolineare che l’aumento non interesserà gli stipendi oltre i 2.692 euro, e nemmeno fino a quattromila euro. Invece, coloro che hanno uno stipendio non oltre i 2.692 euro mensili, prenderanno un incremento variabile a seconda della fascia in cui rientrano.

Aumento in busta paga 150 euro – imilanesi.nanopress.it

A chi spetta l’aumento di 150 euro a marzo 2023

Da gennaio 2023 è previsto l’aumento per gli stipendi tra 800-4mila euro dei dipendenti che operano nel settore terziario, nella grande distribuzione e nel commercio. A questi lavoratori spetta un aumento di 350 euro, che verrà erogato in due soluzioni.

L’aumento una tantum di 200 euro verrà accreditato a gennaio, mentre bisognerà attendere il mese di marzo per vedere accreditato l’aumento una tantum di 150 euro. A partire dal mese di aprile, verrà erogato l’incremento mensile di 30 euro in busta paga, che toccherà esclusivamente ai dipendenti di quarto livello.

Ci saranno anche altri aumenti che verranno calcolati a seconda della categoria di livello a cui si appartiene e riguarderà anche altri dipendenti. Come abbiamo visto, l’aumento di 150 euro spetterà a coloro che lavorano nella grande distribuzione, nel commercio e nel terziario a partire dal mese di marzo.

busta paga – imilanesi.nanopress.it

Aumenti nel 2023 per i dipendenti statali

Nel corso del 2023 ci saranno aumenti anche per i dipendenti statali che prendono tra 800-4mila euro, a cui spetterà una tantum dell’1,5% dello stipendio. Non si tratterà, quindi, di qualcosa che andrà ad influire sul Tfr o sull’indennità di preavviso, ma sarà un incremento vero e proprio sulla busta paga.

Ad esempio, per gli stipendi da 2mila euro l’aumento pari a circa 30 euro, mentre per gli stipendi da 1.400 euro verrà riconosciuto un incremento pari a circa 21 euro.

La nuova riforma Irpef potrà portare un aumento su stipendi 800-4mila euro

Durante il 2023 potranno esserci altri incrementi sugli stipendi tra 800-4mila euro, grazie ad una riforma fiscale che dovrebbe entrare in atto. Questa riforma mira a rivedere le aliquote Irpef, che hanno subito già delle modifiche durante il governo Draghi. La nuova riforma prevede le seguenti aliquote:

Busta paga – imilanesi.nanopress.it
  • Fino a 15.000 euro – 23%
  • Tra 15.000 e 28.000 euro – 25%
  • Tra 28.000 e 50.000 euro – 35%
  • Oltre i 50.000 euro – 43%

Come è evidente, per i redditi oltre i 15mila euro è stata ridotta l’aliquota del secondo scaglione, mentre per i redditi oltre i 50mila euro l’Irpef è cresciuta. Pare però che le aliquote Irpef con il governo Meloni potrebbero essere ridotte da quattro a tre, ma ancora non è giunta alcuna conferma.

Published by
Giusy Pirosa