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Economia e Lavoro

Il futuro dell’ex scalo Milano Farini

Il futuro dell’ex scalo Milano Farini:  sembra che tale scalo sarà pronto tra diversi anni e con residenze private. Tutto quello che c’è da sapere a tal proposito e i dettagli di quello che rappresenta tale scalo in termini di potenzialità e posizione.

Binari ex scalo Farini-Imilanesi.it

Si è provveduto a proclamare il lancio inerente il procedimento di vendita delle zone attinenti l’ex scalo Farini. Aree che si vanno a estendere approssimativamente per 360 mila metri quadri. Lo scalo Farini sarà pronto tra una decina d’anni, con residenze private, centri dedicati ad attività artigianali nonché manifatturiere e con un parco di più di 25 ettari. Ma il Comune sta facendo richiesta di case con un costo contenuto. I dettagli di questo e tanto altro nell’articolo.

Il futuro dell’ex scalo Milano Farini: come si prospetta l’avvenire dell’ex scalo

Quello elencato precedentemente è ciò che potrebbe attuarsi, per quanto concerne il possibile futuro correlato all’ex scalo Milano Farini. Nella giornata del 27 di aprile l’intera zona, unita all’ex scalo San Cristoforo, si è provveduto a presentarla sia al pubblico che agli investitori.

In aggiunta è avvenuto l’annuncio del procedimento attinente la vendita del Farini, costituito da circa 360 mila metri quadri di superficie lorda.

Considerando il notevole spazio messo a disposizione, è capace di ospitare determinati servizi d’avanguardia associati al settore artigianale e a quello concernenti le manifatturiere. Tra l’altro il Milano Farini si trova pure in una zona che mostra grandi potenzialità, tenendo presente che il quartiere che lo ospita è fra Porta Garibaldi e Porta Nuova.

Quindi si tratta di un punto assolutamente centrale e dunque facilmente accessibile. Per non parlare del fatto che è molto conosciuto per via della presenza del famoso Bosco Verticale.

Il futuro dell’ex scalo Milano Farini: in che modo si è giunti allo stato attuale di vendita

Sono trascorsi ben 7 anni da quando si è verificato l’accordo di uno specifico programma, in riferimento ai lavori di riqualificazione dei sette ex scali ferroviari del territorio milanese.

Lavori di riqualificazione-Imilanesi.it

Adesso è iniziato il lancio per procedere con l’esecuzione della vendita di quello che è l’ex scalo Farini.

Pensate che la sua ricostruzione risale precisamente all’anno 1921, e vi sarà posizionata la nuova sede dell’Accademia di Brera con l’adiacente studentato.

Nella giornata di ieri però si è messo in primo piano il terreno posto all’esterno della nuova Brera, una zona dove nasceranno delle abitazioni basate sull’edilizia libera e sociale. Oltre a un parco lineare costituito da più di una trentina di ettari.

Quindi per il 65% lo scalo Farini sarà utilizzato per il verde pubblico.

Durante il 2018 c’è da precisare che il concorso riguardante il masterplan della zona l’ha vinto il progetto Agenti Climatici, appartenente al team Oma e al Laboratorio Permanente.

Il programma attuale: in che cosa consiste

Attualmente si è passati alla fase seguente di quest’operazione. Umberto Lebruto è l’amministratore delegato di Fs Sistemi Urbani e chiarisce che la vendita degli scali Farini e San Cristoforo, si eseguirà seguendo tre fasi differenti.

Lebruto-Imilanesi.it

Mentre entro fine anno ci sarà la chiusura della cessione con la relativa scelta da parte dell’operatore immobiliare.

Detto ciò, si prevede un termine dei lavori che dovrebbe verificarsi fra dieci anni. Si tratta di tempistiche molto lunghe perché gli interventi da fare sono di una certa complessità.

Infatti c’è da fare prima di tutto la bonifica dei terreni. Poi c’è l’esigenza di trasferire la linea ferroviaria Milano-Varese. Lo scopo principale è quello di mettere in pratica un quartiere di grande innovazione, rivolto prettamente alla sostenibilità dal punto di vista ambientale.

I privati potranno eseguire i loro investimenti sullo scalo Farini, per intervenire con operazioni concernenti lo sviluppo immobiliare.

La stima inerente l’incasso della vendita dell’area non è ancora disponibile, poiché i valori di mercato mutano spesso. Ad esempio l’ex scalo di Porta Romana l’anno scorso si è provveduto a venderlo per più di mille euro ogni metro quadrato di superficie lorda a pavimento.

Il denaro che entrerà nelle casse di Fs mediante la vendita dello scalo Farini, costituirà un vero e proprio tesoro, da utilizzare per ulteriori infrastrutture ferroviarie della zona milanese.

L’intento del Comune

Il Comune mostra la sua piena soddisfazione per la vendita di questi due ex scali, una tra le più lente fra le sette zone, pure per via di un ricorso al Tar che ha conseguentemente ritardato tutti i passaggi.

In più le varie fasi per la riqualificazione dello scalo Farini sono partite in ritardo rispetto agli altri scali. Ciò in quanto esistono delle problematiche logistiche abbastanza difficili da risolvere da Fs.

Come prima cosa non è da poco il fatto di dover spostare una linea ferroviaria. Nello scalo Farini esiste una quota corrispondete al 22%di housing sociale.

L’assessore alla Riqualificazione Urbana Giancarlo Tancredi ha detto che hanno richiesto a Fs Sistemi Urbani di aumentare tale quota di alloggi sociali.

Tancredi-Imilanesi.it

Tutto questo dovrà essere discusso direttamente a tavolino, visto che si tratta di argomentazioni di una notevole importanza.

Dal canto suo Lebruto garantisce che Fs Sistemi Urbani è intenzionata a provvedere a un incremento della quota.

Basandosi sui conti fatti da Tancredi, all’interno dei sette scali si prevedono 3 mila alloggi di housing sociale. In questi specifici alloggi vi andranno ad abitare 10 mila cittadini milanesi.

Riflessioni su quanto detto

Ecco che dunque ciò di cui si è parlato parla di ciò che potrebbe accadere e quindi del futuro dell’ex scalo Milano Farini. A tal proposito si è parlato dell’annuncio di quello che sarà il procedimento che riguarda la vendita del Farini. Come detto si parla di uno spazio in grado di ospitare vari servizi concernenti vari settori. Se ci mettiamo che il Farini è situato in un’area dalla notevoli potenzialità, capiamo bene che rappresenta un puto centrale e anche noto grazie alla presenza del Bosco Verticale.

 

Published by
Melania Di Pietrangelo