Lavoratori Atm in sciopero, i motivi dell’agitazione

Per il momento lo sciopero da parte dei dipendenti Atm di venerdì 31 marzo è confermato, diverse le richieste da parte di Al Cobas

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Alla fine di questo mese, per la precisione venerdì 31 marzo, Milano, probabilmente, rischia di rimanere a piedi. Il sindacato Al Cobas ha, per il momento, confermato lo sciopero ad Atm, la società che si occupa di gestire il trasporto pubblico della città meneghina. Coprirà l’intera giornata, cioè 24 ore in cui saranno fermi tram, autobus e metropolitane.

Il comunicato spiega a chiare lettere i disagi che stanno vivendo i lavoratori. Afferma anche che l’ultimo piano di assunzioni presentato dalla stessa Atm sarebbe addirittura una farsa. Da parte sua la società lamenta la mancanza di candidati da assumere come conducenti ed operai e addossa tutta la colpa al carovita.

Lo stipendio base di un neoassunto è di 1.200 euro al mese. Atm riconosce, nonostante tutto, le responsabilità civili e penali, la professionalità e la gravosità del lavoro. Senza parlare dei turni che arrivano ad occupare il lavoratore anche per 14 ore al giorno, compresi i festivi, la notte, il sabato e la domenica.

Molti i motivi di malcontento per i dipendenti di Atm

Ultimamente, però, i neoassunti hanno un contratto a termine e con un part time verticale, questo significa che il loro stipendio mensile si abbassa notevolmente. Il fine settimana, poi, non è quasi mai libero. Molti non riescono a programmare nemmeno le ferie che sono a discrezione del direttore di turno.

Negli ultimi anni il numero dei dipendenti che si licenzia è aumentato parecchio. Alcuni non riescono ad arrivare nemmeno alla seconda settimana di lavoro. Chi è in Atm da tanto, si sobbarca, così, molte ore di straordinario. In questo modo mette a rischio la propria salute e la sicurezza dei cittadini.

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Ma la preoccupazione maggiore da parte dei sindacati è che sembra che Atm abbia l’intenzione di presentare offerte molto basse per le prossime gare d’appalto, cercando di diminuire i costi per aumentare i ricavi. Chi ci andrà di mezzo saranno proprio i dipendenti. Le ore di lavoro aumenteranno a scapito dei turni di riposo, soprattutto per il fine settimana.

I mancati rinnovi dei contratti, sempre secondo i sindacati, sono diretta responsabilità del Dg Giana, il quale ricopre anche la carica di presidente di Agens, l’associazione di riferimento di Atm. I sindacati chiedono quindi che il salario mensile aumenti di 150 euro netti per tutti i dipendenti e non solo per i livelli produttivi.

Chiedono, inoltre, la riduzione dell’orario e la flessibilità di lavoro, la trasformazione di tutti i contratti al momento part time in full time, il riconoscimento degli arretrati e il pagamento delle ferie. I dipendenti chiedono anche di poter lavorare in ambienti adeguatamente igienizzati, la messa in sicurezza delle vetture e, per il personale, sistemi di protezione passivi.

Ma Al Cobas non si ferma qui, Chiede le immediate dimissioni del direttore Giana e dell’intero Cda perchè, secondo loro, hanno fallito su tutti i fronti. E il 31 marzo lo sciopero riguarderà anche le gare d’appalto del servizio Tpl Milanese le quali sono il motivo dei progetti di sfruttamento sia di Atm che del Comune di Milano.

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