Sapete da quale animale deriva la trippa? Eppure quasi nessuno l’aveva capito

Sono in tanti a chiedersi da quale animale deriva la trippa, uno dei cibi più gettonati in tante regioni d’Italia.

Trippa provenienza
Trippa provenienza – IMilanesi.NanoPress.it

Con l’arrivo dei mesi estivi e delle temperature più elevate si tende a preferire un’alimentazione caratterizzata da cibi più leggeri e freschi. E’ questo il periodo dove in tanti amano consumare frutta e verdura, concedendosi anche altre bontà come la caprese, l’insalata di riso e via dicendo. Tuttavia, anche quando il termometro supera largamente i 30 gradi, qualcuno decide comunque di lanciarsi su qualche piatto decisamente più pesante e non propriamente estivo. Tra questi c’è sicuramente la trippa, una frattaglia che veniva consumata già dai greci e romani e che ancora oggi viene spesso usata in gastronomia.

Da quale animale deriva la trippa: tutta la verità

In molte zone d’Italia la trippa è uno dei piatti più gettonati e la troviamo ovviamente in tante varianti, tutte molto saporite. La trippa non si ricava dall’intestino del bovino, come molti potrebbero essere portati a pensare, bensì dallo stomaco dell’animale.

Trippa
Trippa – Imilanesi.Nanopress.it

Nel Lazio, in Toscana e in Lombardia la trippa è un alimento molto in voga: in queste regioni la si taglia a strisce e la si mette a cuocere. Come accennato in precedenza, si tratta di un piatto che viene consumato durante la stagione invernale, ma c’è chi ama mangiarla anche in estate.

Da quale animale deriva la trippa? Sono in molti a porsi questa domanda, specialmente se non conoscono bene questa pietanza e magari non sono riusciti ad assaggiarla neppure una volta. Ebbene, oltre al bovino la trippa può essere ricavata anche dalle interiora di altri due animali, vale a dire il maiale e l’agnello.

Gustarsi un bel piatto di trippa ogni tanto è senza dubbio un ottimo modo per ricevere un grande nutrimento. In tanti immaginano che la trippa sia particolarmente grassa, ma la realtà è ben diversa.

Se consumiamo 100 grammi di trippa, infatti, garantiremo al nostro organismo 98 kilocalorie e soltanto il 4% di grassi. Al contrario, la trippa è un cibo che assicura un gran numero di proteine (circa il 15% in 100 grammi), senza dimenticare altri elementi estremamente benefici per il nostro organismo come il ferro e le vitamine del gruppo B.

Come detto, in Italia la trippa viene cucinata in modo differente a seconda delle regioni. Tanto per fare un esempio, la trippa alla romana è caratterizzata da salsa di pomodori e pecorino, con l’aggiunta della menta romana famosa per il suo odore aromatico particolarmente intenso.

Tanti modi per cucinarla: ti leccherai i baffi

Anche la trippa alla fiorentina, rigorosamente cucinata al tegame, viene preparata con salsa di pomodori e parmigiano, mentre la variante alla piacentina si gusta in umido con la salsa e i fagioli bianchi di Spagna.

Trippa con la salsa
Trippa con la salsa – Imilanesi.Nanopress.it

Una ricetta molto apprezzata è quella della trippa in umido con patate. Dopo aver lavato attentamente la trippa la si taglia a pezzi e la si mette a cuocere in un brodo vegetale.

Completata la cottura, spostiamo la trippa su una padella dove andremo a ripassarla con burro, carote, sedano e cipolle. Durante la cottura possiamo aggiungere un po’ di vino bianco e del brodo vegetale.

Il passaggio finale consiste nel trasferire la pietanza in una pentola e farla bollire a fuoco lento in un mix di brodo vegetale e salsa di pomodoro. Non resta che aggiungere le patate tagliate a spicchi, una scorza di limone e una crosta di parmigiano: dopo una mezz’oretta la trippa in umido con patate sarà pronta per essere gustata.

Impostazioni privacy