LODOVICA COMELLO
Milanese di San Daniele del Friuli, 25 anni, showgirl

CREMONINI, MUCCINO, ASCOLTATEMI: NON SARÒ COME HARRY POTTER

di ANDREA SCARPA - Foto di ANDREA COLZANI

LODOVICA COMELLO

Lodovica Comello ha 25 anni, è nata a San Daniele del Friuli, in provincia di Udine, e in Argentina e in tutti i paesi dell’America Latina, è una superstar di prima grandezza. Adesso fa parte del cast di Italia’s Got Talent, in onda su SkyUno, assieme a Claudio Bisio, Luciana Littizzetto, Frank Matano, Nina Zilli. Dal 2011 al 2014 si è calata nei panni di Francesca, la coprotagonista di Violetta, telenovela per bimbi e ragazzini prodotta dalla Disney per il mercato locale, e poi  esplosa in tutto il resto del mondo. Negli ultimi due anni Lodovica, che nasce cantante e musicista, ha pubblicato due album da solista: Universo e Mariposa. Nella primavera del prossimo anno, al posto di Vanessa Incontrada, condurrà su SkyUno Italia’s Got Talent. Insomma, è lanciatissima anche da noi, finalmente. D’altra parte la ragazza è ambiziosa e vuole prendersi tutto, o quasi. In questa intervista, per esempio, lancia un appello a Gabriele Muccino, un regista con cui le piacerebbe tanto lavorare. Racconta del duetto che vorrebbe fare con Cesare Cremonini, e di una sua eventuale partecipazione al Festival di Sanremo. Poi parla anche del marito argentino, della moschea a Milano, delle donne in politica. E anche di un video hot…

Trascrizione videointervista a LODOVICA COMELLO

Io sono a Milano fisicamente, stabile, da otto mesi.

NEOMILANESE
Però è strano… A Milano ci avevo vissuto per due anni cinque anni fa. Avevo finito il liceo scientifico, ho fatto finta per un po’ di tempo di voler fare una carriera universitaria. Guardavo i depliant delle facoltà… Ah! Potrei fare filosofia, però in realtà sapevo che volevo prendere il cammino dell’arte.

A SCUOLA DI CANTO
Quindi, con il sostegno dei miei genitori, sono venuta a Milano. E ho studiato per due anni in quest’accademia (il Mas di via Meucci, ndr).

COME BABE IL MAIALINO
Ero Babe il maialino coraggioso che va in città. Ero piccola, anche se – a dir la verità – mi aspettavo più scombussolamento, più cambiamenti.

CITTÀ PERFETTA
Di per sé Milano è una città abbastanza compatta e ordinata. Secondo me è la città ideale per un sandanielese che vuole trasferirsi in un posto più grande. Ecco, Milano è la città perfetta perché è ordinata, tutti lavorano, fanno le loro cose.

FAMIGLIA E AMICI
Il primo impatto è stato positivo. A parte il fatto che sono partita avvantaggiata sin da subito perché sono andata a vivere con tre mie amiche di Udine, quindi avevo una sorta di casa, di famiglia, a Milano, quindi ci facevamo forza l’una con l’altra. Poi in accademia studiando e girando un po’ mi sono fatta un bel gruppetto di amici che mi porto dietro ancora oggi E devo dire che sono stata accolta bene, quindi: grazie Milano, per avermi accolta.

RIDAMMI L’iPOD
Mi hanno rubato l’iPod, una volta. Ma sapete che cosa ho fatto? Perché non è che l’ho visto, ho solo sentito che me lo sfilavano dallo zaino all’uscita della metro. Invece di dire: “Mannaggia, vabbè… Morto un iPod se ne fa un altro”, l’ho rincorso. Ho rincorso il signore e gli ho detto: “Scusi, lei mi ha preso l’iPod”. E lui faceva lo “gnorri: “Come? No, no, no”. Allora gli ho detto: “Mi faccia vedere le tasche”. Io oggi potrei non essere qui a causa di quell’episodio. Lui mi ha fatto vedere le tasche e in effetti non c’era niente. Dopo, hai presente quelli che vendono I tappetini di accendini e le cosine in metro? Aveva assistito alla scena. E da dietro (il tipo) mi faceva: ”Sotto la giacca!”. Perché l’aveva nascosto sotto la giacca (il mio iPod). Così gli ho detto: ”Ce l’ha sotto la giacca”. “Va bene, tieni!”. Si era proprio rotto le balle. Secondo me non gliela aveva mai fatto nessuno questa cosa, lui sarà stato del Bangladesh, non lo so.

MARITO ARGENTINO
Mi sono portata il campione dall’Argentina. Passare da Buenos Aires, che è il caos, a una città come Milano è stato facile. E anch’io, da un certo punto di vista, dopo quattro anni passati in Argentina, abituata ai ritmi e al caos, al traffico e alle persone… È come dire una Napoli all’ennesima potenza: quadruple file, una giungla… Ritornando a Milano ho detto: “Ah! Cavoli, wow!”. Mio marito si trova molto molto bene, per lui è una passeggiata vivere qua. L’ho conosciuto sul set di Violetta, lavorava in produzione. Quindi l’ho portato qui e sta provando anche lui a inserirsi nel mondo televisivo di qui, che non è facile dopo tanti anni che ha passato là (in Argentina).

MOLTO AMBIZIOSA
Sono molto ambiziosa, sì. Dove voglio arrivare? Non lo so, io cavalco il momento. Nel senso che, se mi sento di fare una cosa, la faccio. Cerco di farla al meglio. C’è un filo conduttore in tutte queste cose che faccio che è la musica. Ho iniziato studiare quando avevo otto anni: chitarra, solfeggio, composizione. Ho sempre bazzicato nell’ambito.

MUSICA PER SEMPRE
Però la musica c’è sempre stata e credo che sarà l’unica cosa che mi accompagnerà per tutta la vita. È quello che voglio fare, è una cosa che mi completa.

UN DUETTO? CON CREMONINI
L’altro giorno, ero già una sua fan… Ma dopo aver visto il concerto dell’altro giorno al Forum, ho avuto la conferma che secondo me è il numero uno, Cesare Cremonini. Mi piace tantissimo, sono ambiziosa l’ho detto.

Video / 2

Mi sto trovando in una situazione un po’ strana, che non avevo calcolato ma – si sa – succede quando uno fa parte di un progetto così grande che diventa così popolare. Leggevo intervista dell’attore che ha interpretato Harry Potter. Diceva: “Sarò Harry Potter per tutta la vita”. Ecco, io sarò quella che ha fatto Violetta per tutta la vita.

L’ETICHETTA VIOLETTA
Però è bello perché è anche una sfida per me. Io devo dimostrare che sì, ho fatto Violetta, ed è stata una cosa bellissima che mi aiutata tantissimo. Mi ha dato una bella spinta, però insomma la gente tende a vedere Violetta come una cosa per ragazzini e quindi peensa che io possa fare solo cose per ragazzini. Invece no, mi piacerebbe dimostrare che so cantare, so scrivere, so fare anche altro. Ma c’è tempo, ve lo farò vedere.

UNA GRANDE ESPERIENZA 
La cosa che più mi brucia è questa: “Ciao, chi sei? Sono Ludovica, ho fatto Violetta. Ah… Invece la gente non sa che Violetta l’abbiamo registrato per tre anni, quindi per tre stagioni, ottanta episodi a stagione, quindi 240 episodi in tutto. Abbiamo fatto un tour mondiale, abbiamo riempito gli stadi. Insomma, la nostra esperienza, anche se per ragazzini, ce la siamo fatta eccome.

MA CHI CAVOLO È?
Sulla mia pagina di Facebook, per intenderci, ci sono solo giustamente le persone che hanno messo I Like sulla mia pagina, sono le persone che mi seguono, quindi ho una pioggia di elogi. Poi vado magari nel programma visto anche dagli adulti, o adesso con Italia’s Got Talent e magari iniziano a taggarmi nel profilo d’Italia’s Got Talent e quindi inizia a vedermi anche altra gente e la domanda tipica è: “Ma chi cavolo è?”. “Oh! Ma quella ha fatto Violetta, ma cosa fa adesso, la conduttrice? Ma no!”. Succede un sacco, un sacco di volte, quindi è una missione che ho quella di farvi ricredere.

SANREMO? CI PROVO 
Ovvio che io pensi a Sanremo. Per ogni cantante è una bella tappa. Il prossimo non lo so, ovviamente ci proveremo: sarei felicissima di farne parte. Carlo Conti? Non lo so, non l’ho mai sentito.

DONNE IN POLITICA 
Io sono una anche abbastanza femminista, sono una a cui non piacciono le etichette e voglio toglierle sia da Violetta sia da chi pensa che le donne non possano fare qualsiasi cosa. Il futuro è nostro e dobbiamo fare del nostro meglio per far partire il cambiamento. A me fa molto piacere vedere che ci sono donne e uomini, comunque giovanissimi, che si destreggiano in queste cose così da grandi.

FEDE E TOLLERANZA 
Io sono per la libertà di religione, di pensiero, di qualsiasi cosa, e trovo inaudito che ancora oggi ci sia chi non sappia convivere con qualcun altro diverso religiosamente o etnicamente. Diverso non esiste e il mondo ormai è di tutti, siamo ovunque. Milano stessa a (girare per) Milano non ci sono i milanesi al 100 per cento.

I MILANESI NON ESISTONO 
Milano è fatta dai pugliesi, dei romani e dai napoletani. E così è il mondo. Ricado sempre sul discorso della tolleranza: a San Daniele siamo in quattro abitanti e purtroppo nelle realtà così di provincia c’è ancora chi guarda storto l’altro, l’omosessuale è – mio Dio – un caso da tenere in quarantena e tutte queste cose. Mi considero una che ha sempre avuto la mente abbastanza aperta, però venendo a Milano, e conoscendo così tanta gente, vedendo che qua certi problemi non se li ponevano neanche più, ho detto: “Cavoli, bello così”. Ogni tanto torno a San Daniele e cerco di esportare la parola, sono l’eroina: “No, perché siamo tutti uguali, ragazzi”, predico in piazza, questo è imparare a tollerare l’altro.

UN VIDEO HOT 
Io fare un nastro proibito? Mai. No, no… Mai. Te lo posso assicurare, non sono quel tipo di persona, e non mi interessa fare scandalo minimamente.
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MOSAICO VIOLETTA 
Succedeva spesso, non registravamo in ordine di episodio. Non è che facevamo numero uno poi numero due… Erano tutte scene mischiate, quindi capitava che nello stesso giorno dovessimo registrare la seconda scena del terzo episodio e la la 25 del 48, quindi il tuo personaggio doveva riuscire a mantenere il filo logico della tua storia nonostante tutti questi sbalzi. Però avevamo due registi che ci interrogavano così a tradimento e ci dicevano: “Ok, cosa hai fatto prima di questa scena, che cosa fai dopo?”, “Cacchio, non ho studiato”, mi dicevo io, «però era difficile anche perché magari in una scena dovevi essere “Yeeeeeeh”, perché eri in un momento particolarmente positivo della tua storia e la scena dopo ti aveva appena mollato il moroso quindi dovevi…. Però ce l’abbiamo fatta comunque.

LO SFIZIO 
Io avevo un sogno una volta: una capannina di legno e una foresta innevata in Finlandia. Fuori le renne e babbo Natale E io che scrivo dentro col fuocherello crepitante. Mi piacerebbe concedermi questo lusso di ritirarmi un po’ di tempo in un posto così è pensare, scrivere. Ii viaggi ispirano sempre un sacco.

IL PRIMO STIPENDIO
Con il mio primissimo stipendio mi sono fatta un viaggio a New York, era il sogno della mia vita, quindi ero molto felice anche perché era la prima volta che mi compravo una cosa così grande e importante, mi sono fatta un bel regalo è l’avevo fatto con i miei soldi miei risparmi quindi ero molto contenta.

IL PIANO B
Un piano B? Non c’è.

IL LUOGO NEL CUORE 
il posto è in via Vincenzo Vela, non mi ricordo il numero però è in zona viale Abruzzi, dove c’è cinema Plinius. Lì viveva mia sorella quando mi sono trasferita a Milano. Mia sorella ha studiato qui, ha vissuto qui un sacco di anni e si è laureata al Politecnico. Poi è ritornata a San Daniele. Però ci siamo incrociate per un annetto scarso e quando sono arrivata a Milano io, piccola, sperduta, friulana avevo un rito con lei. Ogni martedì andavo a casa sua e dormivo da lei, guardavamo X-Factor insieme, ed era per me come stare in casa. Poi lei mi faceva, perché è brava a cucinare, il minestrone come lo fa la mamma. Era un momento di gioia pura, quindi direi quel ricordo lì, quel posto lì.

UN FILM CON… 
Sono una fan di (Gabriele) Muccino. Muccino questo è un appello!

BRUTTA PERÒ 
Esteticamente non è la città più bella che abbiamo in Italia, insomma è un dato di fatto. Poi, nonostante il grigiore, sono affezionatissima a Milano mi trovo benissimo.

DAVANTI A UN DISNEYSTORE 
Non ci entro ahaha. Non è che mi venga l’istinto omicida però ho fatto tanti meet&greet al Disney store firmando gadget eccetera che diciamo che guardo ma passa dritta… ciao.

QUESTI PAZZI PAZZI FAN 
Guatemala e il fan in camera. Sono arrivata in stanza, eravamo andati a cenare tranquillamente, apro la porta della mia stanza, accendo la luce e lì, nel salottino, c’era questo ragazzo tremante. Io me la sono fatta addosso e ho iniziato a urlare “Sicurezza”, perché uno pensa a un ladro maniaco. Chi va a pensare che è un fan, povero fan, che si è arrampicato? Ero al primo piano con un terrazzino facilmente raggiungibile, chi va a pensare a un fan? E quindi mi sono spaventata tantissimo. Povero, io poi sono uscita, è arrivata la sicurezza e l’hanno portato via di peso. Dopo mi ha fatto pena però non è neanche normale entrare nelle camere della gente.

CREDITI
Si ringrazia l’albergo MELIÁ MILANO di via Masaccio 19 per la location e la preziosa e cortese collaborazione.