Allerta INPS, i nati in questi anni rischierebbero di perdere la pensione definitivamente

L’INPS ha lanciato un’allerta che ha fatto preoccupare alcune categorie di pensionati. Pare che rischiano di perdere la pensione i nati in determinati anni, scopriamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Allerta INPS
Allerta INPS – Imilanesi.Nanopress.it

L’allarme lanciato dall’Inps per qualcosa che potrebbe accadere ad alcune categorie di pensionati ha creato molte preoccupazioni. Pare che fra qualche anno i nati in certi anni potrebbero non percepire più la pensione, ma è davvero così?

In realtà, potrebbe accadere qualcosa di molto grave proprio da parte dell’ente pensionistico, che potrebbe non essere più in grado di pagare le pensioni. Infatti, ci sono ipotesi sul fatto che l’Inps possa essere quasi in fallimento e si teme un vero e proprio default, anche se non è dato sapere quando questo potrebbe accadere.

Dunque, andare in pensione potrebbe essere non solo complicato, ma addirittura impossibile per molti. Tutto quello che è stato fatto finora, scivoli e scaloni, che hanno permesso a tanti di andare via dal lavoro prima del dovuto, potrebbe non essere più fattibile in futuro.

pensione-imilanesi.nanopress.it

L’annuncio di Tridico ha messo tutti in allarme

Anche per il 2023 il Governo Meloni ha prorogato la Quota 103 e l’Opzione Donna, anche se comunque sono soluzioni messe in atto per tamponare la situazione. Per evitare che possa accadere qualcosa di veramente drammatico è necessario fare una riforma strutturale delle pensioni.

A destare preoccupazione è l’annuncio che Tridico ha fatto sui conti dell’Inps, che non sono in condizioni buone. Pasquale Tridico, presidente dell’Istituto Nazionale Previdenza Sociale, ha reso noto che ad oggi per ciascun pensionato ci sono circa 1,4 lavoratori, ma nel 2029 questo dato si abbasserà a 1,3, mentre nel 2050 passerà a uno.

Affinché tutto vada bene il dato dei lavoratori per ciascun pensionato dovrebbe attestarsi a ,5. Per questo il governo dovrebbe fare una riforma, in modo che possa anche essere supportata dal bilancio statale. Se non  vengono effettuati interventi mirati, l’Inps potrebbe non poter pagare le pensioni nel 2050.

Calcolo rivalutazione pensioni
pensioni – imilanesi.nanopress.it

Quali sono le proposte di Tridico

La soluzione proposta da Tridico negli scorsi mesi consisteva nell’anticipare la pensione a chi ha compiuto 63 o 64 anni e vuole andare in pensione.

L’assegno totale verrebbe rinviato e anche la componente retributiva, che verrebbe erogata al compimento dei 67 anni. Al lavoratore verrà erogato tutto l’assegno quando avrà compiuto l’anzianità. Secondo l’Inps, i costi di questa proposta si attestano intorno ai 4.2 milioni di euro.

Cosa succede se l’INPS va in default

Se nel 2050 l’INPS dovesse andare in default, potrebbero esserci conseguenze molto serie. In pratica, non potrebbero essere garantite le pensioni e ci sarebbe un basso tasso di occupazione. Se non viene eseguito un ricambio adeguato fra coloro che vanno in pensione e coloro che iniziano a lavorare, non sarà possibile pagare le pensioni.

L’attuale situazione in Italia è anomala, in quanto l’età dei lavoratori è nella media ed è in Europa fra le più elevate, in particolare nei lavori pubblici. Le conseguenze di ciò si ripercuotono sui costi e sull’efficienza.

Questo divario non viene risolto nonostante gli incentivi erogati per consentire ai lavoratori di uscire con anticipo dal mondo del lavoro. ai dati emerge che un milione di lavoratori che operano nel settore pubblico andranno in pensione entro il 2030.

pensione anticipata di cinque anni
Pensione- imilanesi.nanopress.it

Per garantire un ricambio totale dei lavoratori che vogliono andare in pensione, dovrebbero essere indetti dei concorsi pubblici.

Ogni anno, grazie a concorsi, potrebbero essere assunti 100mila persone ci anni prossimi. Sarebbe un bel cambiamento rispetto a quanto accaduto finora, visto che al massimo ogni anno sono stati assunti non oltre 80mila lavoratori. La svolta deve quindi esserci per forza per avere personale nuovo e più giovane, come accade in molti altri stati d’Europa. E anche il tasso di occupazione salirebbe, assicurando così un calo della disoccupazione.