Clima, sciopero nazionale Allca Cub e adesione al programma Fridays for Future

Annunciato sciopero nazionale dell’Allca, della durata di otto ore, in difesa del clima a sostegno di Friday for Future.

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offerta di lavoro – Imilanesi.it

 

L’Allca, comparto dei chimici del cub, ha deciso di scioperare nella giornata del 23 settembre 2022. Una decisione che pone l’accento sull’importanza di rivedere il modello capitalistico con il quale si portano avanti le attività industriali e di dare un nuovo significato alla definizione di green economy di cui si parla da tempo ma che va implementata con passi concreti verso il pieno rispetto dell’ambiente. Pertanto, è stata annunciata anche l’adesione al programma di tutela del pianeta sostenuto da Fridays for Future, movimento che ha avuto il suo inizio con le proteste pacifiche fuori al parlamento svedese di Greta Thunberg.

Sciopero nazionale dell’Allca Cub per il clima: adesione a Fridays for Future

Per la giornata di venerdì 23 settembre 2022, l’Allca, comparto dei chimici della cub, ha annunciato di aver stabilito uno sciopero nazionale, della durata di otto ore, aderendo, nei fatti, alla difesa del clima e al programma previsto dal movimento Fridays for Future, avviato dalla Svezia, qualche anno fa, da Greta Thunberg.

A Milano, si svolgeranno due manifestazioni alle quali parteciperà il sindaco Sala. La prima si svolgerà alle ore 9.30, la seconda alle 18 ed entrambe partiranno da Largo Cairoli.

Giovanni Cippo, segretario generale dell’Allca-Cub, afferma che lo sciopero è stato indetto proprio perché i lavoratori che rappresentano fanno parte di un campo produttivo inquinante e che divora molta energia nei processi che utilizza per lavorare nel settore chimico, petrolifero e della gomma-plastica, per i quali le risorse naturali sono altamente sfruttate.

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Milano – Imilanesi.nanopress.it

Lo sfruttamento del pianeta da parte dell’industria chimica

Come sottolinea Cippo, tale industria sfrutta le risorse naturali della Terra e le aziende che lavorano in tale comparto produrebbero il 71% delle emissioni industriali globali di gas serra.

Per questo motivo, afferma che non è giusto – per il momento – parlare di green econimy, visto che ci troviamo ad attuare ancora un modello industriale che non tiene conto della fragilità dell’ecosistema, per il quale bisognerebbe invertire i propri pasi al fne di non arrivare, in pochi anni, a una scarsità terminale di risorse.

L’unica soluzione al fine di superare il capitalismo e i sacrifici che esso comporta – sul piano ambientale – a favore dei profitti è quello di far convergere le lotte operaie a quelle ambientali, al fine di creare un’armonia tra mondo del lavoro e ambiente circostante e mettere in atto, in tal senso, un’economia che davvero tenga conto della crisi climatica in atto.