La rivalità tra Bergamo e Brescia: da dove nasce e perché

Bergamo e Brescia da sempre rivali. La colpa? Sarebbe da imputare ad un bresciano. Scopriamo il perché.

Brescia – imilanesi.nanopress.it

Brescia e Bergamo hanno da sempre avuto una rivalità in diversi campi. Del resto, si tratta di due città lombarde molto vicine e simili dal punto di vista sia economico che calcistico.

Rivalità tra Brescia e Bergamo: perché?

Due città lombarde molto importanti dal punto di vista economico, Brescia e Bergamo sono da sempre rivali. Vicine dal punto di vista geografico, si trovano a fare i conti sempre con confronti di tipo campanilistico. Rivali sia sul piano economico che calcistico, ci si potrebbe chiedere da cosa deriva questo astio e, continuando a leggere, potrai scoprirlo.

La rivalità più lampante delle due città ha sede allo stadio. Proprio lì, le due squadre di calcio delle due città cugine, hanno visto le tifoserie scontrarsi a suon di striscioni. In particolare, nei primi anni ’90, alcuni tifosi del Bergamo rubarono uno striscione che poi venne sventolato a Brescia. Indimenticabile anche la corsa di un Carlo Mazzone arrabbiato, vicino la curva dell’Atalanta a seguito di un pareggio nella stagione calcistica 2001/2002.

Da ricordare anche l’apparizione di un cartello in autostrada a seguito della vittoria, nel 2006, del derby. Il cartello recava la scritta: Lavori in corso a Bergamo km 2 e a Brescia 0. Ultimo ma non ultimo episodio, quello della liberazione di un maialino in carne ed ossa nella Curva Nord vestito con una t-shirt del Brescia.

Il perché di questa rivalità, però, esula dal calcio e viene fatta risalire ad una persona. Costui viveva a Brescia. Vediamo le motivazioni.

Duomo di Brescia – imilanesi.nanopress.it

Il bresciano che ha la colpa

La rivalità tra Brescia e Bergamo affonda le sue radici molto indietro nel tempo ovvero nel 12 esimo secolo. Era il 1126 quando Giovanni Brusati da Brescia decise di mettere all’asta i suoi possedimenti al fine di recuperare i soldi necessari per svolgere un crociata in Terra Santa. La Curia di Brescia era intenzionata ad acquistare tali possedimenti ma, dato che non se la passava bene economicamente, li vendette alla città di Bergamo.

Materialmente, vennero ceduti i feudi di Volpino, Ceratello e Onalino. Il che scatenò delle proteste che durarono oltre dieci anni. Brescia con la sua curia, contestò l’acquisizione da parte della città di Bergamo e la controversia venne arbitrata, trent’anni dopo da Federico I Barbarossa. Fu proprio lui nel 1154, a stabilire la restituzione dei terreni del Brusati alla curia di Brescia.

Gli abitanti di Bergamo accettarono di decisione ma poi, nel 1156 venne dichiarata la guerra. Bergamo perse 2500 e il castello di Palosco venne distrutto. La tregua prevedeva che i bergamaschi si impegnassero a rinunciare a tutti i terreni contesi. La tregua durò poco: nel 1176 lega Lombarda e imperatore Barbarossa si scontrarono portando alla vittoria di Legnano. I bresciani vennero sterminati. Motivo del contendere? Sempre gli stessi territori.

Bergamo alta – imilanesi.nanopress.it

La pacificazione arriverà soltanto nel 1191 con l’intervento di Enrico VI che decise che i territori contesi, al sud del Lago d’Iseo, venissero dati a Bergamo. A Brescia, invece, spettò la Valle Camonica.

I contrasti, però, non furono sopiti del tutto poiché, nel corso della guerra tra guelfi e ghibellini, Bergamo riuscì a vendicarsi in parte. Nella battaglia di Cortenuova ebbero la vittoria, anche se non esclusiva.

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