Roberto Formigoni, ottenuto l’affidamento: insegnerà italiano alle suore straniere

Dal 2019 era agli arresti domiciliari, dopo la vicenda Maugeri-San Raffaele. Adesso Roberto Formigoni ha ottenuto l’affidamento dal Tribunale di Milano.

Roberto Formigoni
Roberto Formigoni – Nanopress.it

Prima l’accoglienza dei domiciliari, e la scarcerazione da Bollate, poi l’affidamento. Roberto Formigoni si trova da 3 anni in detenzione domiciliare a causa della condanna per corruzione. L’ex presidente della Regione Lombardia ha ottenuto dal Tribunale di Sorveglianza di Milano l’affidamento in prova ai servizi sociali.

Roberto Formigoni: insegnerà italiano alle suore straniere

I giudici hanno deciso che Roberto Formigoni potrà, come attività di servizio sociale, insegnare come da lui stesso e dai suoi avvocati richiesto. L’ex presidente della Regione Lombardia insegnerà dunque italiano alle suore straniere. Suore dell’Istituto Piccolo Cottolengo Don Orione.

L’ex politico era stato condannato per corruzione, in merito alla vicenda Maugeri-San Raffaele, e dal 2019 si trovava in stato di detenzione domiciliare. Adesso per Formigoni, che dovrà scontare solamente un altro anno, arriva un altra richiesta accettata, e la pena potrà essere dunque scontata in affidamento – provvisorio – ai servizi sociali.

Tre anni fa, dopo la condanna definitiva, Formigoni era entrato a Bollate, nel carcere milanese, dopo l’ordine di carcerazione della Procura, all’età di 72 anni. Ma gli avvocati dell’ex presidente di Regione avevano immediatamente chiesto la possibilità di scontare la pena ai domiciliari, visto che la legge spazzacorrotti era entrata in vigore dopo i fatti del reato all’ex politico. Legge che era entrata in vigore, voluta dal Governo Conte per combattere la corruzione politica il 31 gennaio 2019, dopo essere stata votata in Senato nel 2018.

Una legge che prevede che i condannati per alcuni reati non potrebbero beneficiare di musare alternative alla detenzione, come ad esempio i domiciliari, o ai benefici carcerari.

Una legge che la difesa non poteva avere valore retroattivo. Dunque nel 2019 arriva il sì del Tribunale ai domiciliari, dopo cinque mesi di carcere.

Formigoni, nel 2019 la scarcerazione da Bollate ei domiciliari

Il 22 luglio 2019 dunque, la presidente Giovanna Di Rosa aveva confermato i domiciliari sul requisito della collaborazione impossibile, visto che Formigoni professandosi innocente non era più in grado di collaborare con la giustizia per far emergere ulteriori dettagli sul caso Maugeri. In questo modo la legge Spazzacorrotti era stata aggirata, e l’ex presidente della Regione aveva potuto lasciare il carcere.

I servizio sociali dureranno poco più di un anno, visto che la pena finirà nel marzo del 2024. La richiesta era arrivata nell’autunno del 2020, quando la pena si era abbassata appunto dai 7 anni ai 4 anni, come previsto dalla legge.

Roberto Formigoni
Roberto Formigoni – Nanopress.it

Dopo aver scontato i domiciliari a casa di un amico, a Milano, già nel 2019 si era pensato alla possibilità di fare volontariato in un convento di suore. Convento dove adesso andrà a insegnare italiano, come servizio sociale, proprio come richiesto dai suoi avvocati due anni fa.

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