Bruciano un ex ospedale per fare un video, denunciati due giovanissimi

Bruciano un ex ospedale per fare un video: questa è la vicenda che sta facendo molto parlare e che ha visto la denuncia di due giovanissimi. Tutto quello che c’è da sapere a tal proposito.

Vigili del fuoco
Vigili del fuoco-Imilanesi.it

Nella zona del Milanese un paio di ragazzi hanno deciso di appiccare il fuoco all’interno di un’ ex struttura ospedaliera. Perché? Perché intendevano poi riprendersi coi loro cellulari. I giovanissimi son rimasti incastrati proprio attraverso i loro telefoni, che contenevano i video eseguiti mentre stavano bruciando l’ex ospedale, facendo tra l’altro pure degli aggiuntivi atti vandalici. I dettagli della vicenda qui di seguito.

Bruciano un ex ospedale: cosa hanno fatto i due ragazzi

Come accennato poco fa si parla di una vicenda alquanto assurda e allo stesso tempo sconcertante.

Due ragazzi di 18 e di 19 anni hanno ricevuto una denuncia, a causa di atti deprecabili che non solo hanno effettuato ma anche filmato coi loro smartphone.

Così da offrire involontariamente le prove agli inquirenti di quello che hanno eseguito a Garbagnate Milanese.

La denuncia nei loro confronti è avvenuta nella giornata di lunedì, durante le ore pomeridiane. I due giovani sono entrambi italiani e l’accusa nei loro confronti si basa sul fatto di aver incendiato l’ex ospedale unicamente per poter girare delle clip.

Ma i due non hanno fatto solo quest’atto condannabile, visto che in aggiunta si sono anche attivati per sporcare i muri coi loro graffiti. Solo in un secondo momento sono entrati nella struttura che in precedenza ospitava un ospedale, dando origine alle fiamme in una delle camere presenti al primo piano.

Tutte le loro azioni le hanno prontamente filmate, sicuramente con l’intenzione di voler poi mostrare le scene ai loro amici. Tra l’altro andando fieri di queste loro bravate, a tal punto da probabilmente volerle mostrare pure pubblicamente sui social.

In ogni caso i due giovanissimi non hanno avuto il tempo necessario per riuscire a concretizzare queste loro intenzioni, in quanto li ha bloccati la denuncia attuata su di loro da parte dei carabinieri.

L’accusa si basa sul concorso in danneggiamento correlato all’incendio appiccato dai due.

Bruciano un ex ospedale: in che modo si è verificata l’intera vicenda

Il fatto in questione è accaduto precisamente nella giornata di lunedì e, a causa di ciò, sono letteralmente finiti nei guai questi due ragazzi entrambi residenti nelle zone dell’hinterland milanese. Inoltre sia il ragazzo di 18 anni sia il diciannovenne risultano incensurati, pertanto questa è la loro prima denuncia.

L’allarme è scattato esattamente verso le ore 14, quando alla centrale operativa dei pompieri di Milano è giunta la segnalazione dell’ennesimo incendio, internamente all’ex ospedale Santa Corona posto in via Forlanini. Una struttura ospedaliera chiusa nel 2015 e da allora si trova in uno stato di completo abbandono.

Pompieri
Pompieri-Imilanesi.it

La segnalazione si è attivata per via delle fiamme alte che uscivano dalle finestre poste al primo piano.

Oltre al fatto che si notava anche una colonna di fumo nero che ha portato, quindi, alla segnalazione d’allarme.

A questo punto i vigili del fuoco e la pattuglia dei carabinieri sono intervenuti sul posto, ovvero in uno dei padiglioni appartenenti alla struttura presente in via Forlanini.

Repentinamente i pompieri si sono attivati per cercare di domare la forza delle fiamme. Nel frattempo che i vigili del fuoco si attivavano per spegnere le fiamme, i carabinieri hanno ispezionato le altre sale per controllare l’eventuale presenza di persone intossicate oppure con ferite.

I due colpevoli rintracciati e denunciati

Nel corso delle loro ricerche i militari si sono accorti della presenza di questi due giovanissimi nascosti in uno dei padiglioni, poco lontano da quello dove avevano acceso il fuoco.

In seguito a una perquisizione, i carabinieri hanno trovato una videocamera in loro possesso.

Carabinieri
Carabinieri-Imilanesi.it

Inoltre i ragazzi avevano pure degli accendini, due coltellini e un paio di bombolette spray nascoste in uno zaino.

Mentre tra le mani avevano i loro cellulari e successivamente ai dovuti controlli sui telefonini, le componenti delle Forze dell’Ordine hanno scoperto che i ragazzi avevano fatto dei video. Quindi è proprio grazie alle scene mostrate da questi ultimi che i militari hanno ottenuto le prove utili per denunciarli.

Difatti i video mostravano chiaramente i due giovanissimi che si riprendevano a vicenda per imbrattare i muri con le bombolette di vernice spray.

L’ex ospedale era già andato a fuoco nel corso della scorsa settimana, proprio perché è abbandonato a se stesso e privo di controlli.

Ecco perché i ragazzi fermati son riusciti a mettere in pratica il loro intento di incendiare la struttura.

In più anche questa loro azione l’hanno filmata coi cellulari, unendo un’altra prova agli inquirenti della loro colpevolezza.

Questo ha dunque portato al loro fermo, oltre al fatto di essere indagati a piede libero con una specifica accusa. Esattamente si tratta di una forma di danneggiamento molto grave, considerando che è correlata all’incendio appiccato dai due.

Attualmente il padiglione incendiato risulta praticamente inagibile, proprio per via delle fiamme accese dai due colpevoli.

I due piromani sono quindi arrivati in caserma scortati dai carabinieri, identificati e poi denunciati in condizioni di libertà.

L’intero materiale in loro possesso lo hanno sequestrato i carabinieri. In tutta questa vicenda, la buona notizia è che non si è verificato alcun ferito.

Una vicenda di grande violenza: un disagio sociale alla base

Quanto detto mette in evidenza la violenza che al giorno d’oggi è agita anche dai più giovani. Questa vicenda infatti non fa altro che mettere in rilievo quanto disagio sociale ci sia alla base. Disagio su cui si deve intervenire, poiché questi fatti di grande violenza non devono e non possono accadere. I due ragazzi come detto sono stati fermati e anche portati in caserma e su di essi è scattata una denuncia. Per fortuna non ci sono stati feriti, ma questo non giustifica il gesto, anzi se ne riconosce comunque la gravità.  Un gesto che si spera non abbia seguito per mano di altri giovani.

 

 

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