Pero: trasferiti in carcere i due ucraini che hanno ucciso il barista con un posacenere

Arrestati a Pero (Milano) i due uomini che il 14 settembre, a causa di una furiosa lite in un bar, avevano leso gravemente alla testa il barista di 57 anni. Dopo qualche giorno passato ai domiciliari, i due aggressori di origine Ucraina sono ora in carcere. L’accusa è di omicidio volontario aggravato.

Carabinieri
Carabinieri – Imilanesi.it

Il 14 settembre si è verificata una violenta rissa in un bar. Due uomini di origine ucraina hanno pestato furiosamente il barista di un locale di Pero (Milano). Le ferite riportate erano gravissime: numerosi i colpi dati alla testa del barista, colpito addirittura con un posacenere.

I carabinieri hanno posto i due aggressori ai domiciliari con accusa di lesioni aggravate. Ma ieri pomeriggio le cose sono decisamente cambiate: il barista, Omar Ismael, non ce l’ha fatta, è morto nella struttura ospedaliera Humanitas. Adesso le accuse sono di omicidio volontario aggravato.

Cosa è successo

Il 14 settembre Omar Ismael stava tranquillamente lavorando nel suo bar a Via Figino, quando due clienti ucraini di 26 e 38 anni ubriachi e molesti hanno iniziato a dar molto fastidio. Omar cercava di allontanarli, ha chiamato anche i carabinieri chiedendo il loro tempestivo intervento, ma non poteva immaginare la loro terribile reazione dopo quella telefonata.

I due clienti hanno iniziato a massacrarlo di botte, provocandogli ferite profonde al cranio tramite l’utilizzo di un posacenere di vetro. Calci, pugni e violenza sotto gli occhi di tutti. La vittima ha sbattuto molteplici volte la testa, anche cadendo sul pavimento. Le condizioni di Omar erano gravissime. Trasportato d’urgenza all’ospedale Humanitas di Rozzano, per quattro giorni ha lottato tra la vita e la morte.

Sabato la terribile notizia: dopo quattro giorni di agonia il barista si è spento in ospedale. Nulla hanno potuto fare i medici di fronte alle sue condizioni fisiche irreversibili.

Ambulanza
Ambulanza – imilanesi.it

Le ferite che hanno inferto al povero barista sono state tanto gravi e tanto violente da provocargli dei danni irreversibili su tutto il corpo. Nonostante abbia lottato per continuare a vivere, i traumi subiti gli sono stati fatali. Nemmeno i medici hanno potuto fare nulla per salvarlo, tutti gli sforzi si sono rivelati vani. In quattro giorni di sofferenza Omar si è spento lentamente.

I carabinieri della Tenenza di Pero, prima del decesso di Omar, avevano decretato gli arresti domiciliari per i due giovani aggressori ucraini. L’accusa in quel momento era di lesioni gravissime, ma a seguito del decesso l’imputazione è cambiata in omicidio colposo aggravato.