Quanto pesa l’accisa sul carburante

In Italia il prezzo del carburante cresce periodicamente, per questo motivo si torna sempre a parlare dell’accisa. Quest’estate poi la situazione è diventata drammatica.

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Nonostante ci sia l’obbligo di esporre i prezzi medi in tutti i distributori, non tutti lo fanno. Mentre chi rispetta le regole, non fa altro che dimostrare che i costi alla pompa aumentano di giorno in giorno e anche di tanto. 

Abbassare l’accisa dovrebbe fare scendere i prezzi, questo però per lo Stato avrebbe un costo: meno risorse in cassa, particolare che fa la differenza.

Ecco quando è stato applicato per la prima volta il taglio dell’accisa

Il taglio dell’accisa sui carburanti è arrivato per la prima volta in assoluto nel mese di marzo del 2022 ed è stato disposto dal governo Draghi. In seguito è stato prorogato fino al 18 novembre 2022. Con l’insediamento del governo Meloni si aveva paura di perdere questo beneficio, invece anche in questo caso è arrivata la proroga della misura fino al 31 dicembre 2022. Per il mese di dicembre è stato ridotto lo sconto a 15 centesimi al litro, quindi non più come prima, 25, sia sulla benzina che sul gasolio. E poi aveva applicato lo sconto a 5 centesimi e non 9 come prima, sul Gpl.

Cosa sono le accise e perché vengono applicate

Per chi non lo sapesse le accise sono imposte sulla fabbricazione e sulla vendita di tutti i prodotti di consumo. In passato i Governi lo usavano ampiamente, per fare cassa, per avere soldi in più per esempio per fronteggiare guerre e emergenze di qualunque genere. Quest’anno, come anche il precedente qualcosa si muove, in positivo.

Tornando indietro nel tempo, per esempio agli anni Trenta il prezzo della benzina allora, crebbe tantissimo per finanziare le spese della guerra in Etiopia. Quattro mesi dopo la fine del conflitto, la tassa sulla vendita della benzina andò al ribasso, cosa che al momento da noi è molto lontana.

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Dal 1995, infatti, non c’è più alcuna distinzione tra le componenti dell’imposta quindi non si parla di accise ma di accisa. Per cui le risorse che ne derivano non vanno a finanziare specifiche attività, ma il bilancio statale generale, come è stato confermato anche dal Ministero dello Sviluppo Economico a Pagella Politica. In pochi anni, il valore dell’accisa sui carburanti è cambiato ma non è andato sempre verso un’unica direzione. A volte è salito. Altre volte è sceso. 

Cosa ha dichiarato la Commissione Europea a proposito dei costi del carburante

Tornando al costo del carburante, secondo gli ultimi dati rilasciati dalla Commissione europea, i prezzi ai distributori italiani sono tra i più alti in tutta l’Unione Europea, la benzina rimane una delle meno costose di tutto il continente. La differenza di prezzo tra il nostro Paese e gli altri, è data dalle tasse. In Italia paghiamo le tasse più alte del Continente, si parla del 55% del prezzo finale che va allo Stato. La media europea è al 50%, in Spagna arriva invece al 47%.

Nel nostro territorio l’accisa su benzina e gasolio pesa circa il 30% sul costo della benzina e il 34% sul diesel. Il prezzo alla pompa è dato dal costo della materia prima, dall’accisa e infine dall’Iva che in Italia è al 22%.

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