CLAUDIO TROTTA
Milanese di Milano, 58 anni, promoter

CHE PECCATO QUEL CONCERTO MAI FATTO CON VASCO E LIGABUE...

di ANDREA SCARPA - Foto di ANDREA COLZANI

Claudio TROTTA

Claudio Trotta, 58 anni, milanese di Milano, produce e organizza concerti e spettacoli di musica dal vivo con Barley Arts, l’azienda che ha fondato nel 1979 a Milano e che tuttora dirige. Nello stesso anno Trotta si diploma alla Civica Scuola d’Arte Drammatica Piccolo Teatro di Milano come operatore musicale, compiendo il tirocinio presso il Teatro alla Scala e la Zona 19. Oltre a migliaiai di concerti, in questi anni ha organizzato (e ideato) festival musicali di ogni genere fra cui 7 edizioni del Monsters of Rock fra Reggio Emilia, Bologna e Modena, Milano Blues Festival, Irlanda in Festa e Balkanika, EUROCK e Barley Arts Festival e, soprattutto, nel 1994/95/96, le 3 edizioni di Sonoria, il primo festival rock musicale creato in Italia. Ha organizzato, promosso e prodotto migliaia di concerti di artisti italiani e internazionali come Bruce Springsteen, AC/DC, Bon Jovi, Aerosmith, Renato Zero, Negramaro fino a San Siro, Ligabue a Campovolo, Deep Purple con l’Orchestra all’Arena di Verona, la produzione del musical We Will Rock You in collaborazione con i Queen e tantissimi altri. In questa intervista parla di Milano, politica, artisti, delusioni, passioni, i prossimi concerti in Italia di Bruce Springsteen, gli scrocconi…

Trascrizione videointervista a CLAUDIO TROTTA

Video / 1

GLI INIZI IN RADIO
Fin dai tempi del liceo avevo in testa di lavorare nel campo dello spettacolo. Ho fatto tre anni mezzo in una radio che è considerata la prima radio di informazione in questo Paese, cioè Canale 96.

MUSICA SENZA FRONTIERE
Io nel ’79, quando ho iniziato, ho contribuito a riaprire le frontiere di questo Paese. Insieme a me c’erano il grande Franco Mamone, che organizzò il concerto di Patti Smith, e altri che montarono il tour dell’Arci di De Gregori e Dalla negli stadi, il ritorno di Iggy Pop… Io in quegli anni già facevo con regolarità concerti.

L’ULTIMO DEGLI INDIPENDENTI
A livello internazionale sono rimasto uno dei cinque-sei promoter di peso specifico rilevante a essere rimasto indipendente.

IL GRANDE FRATELLO LIVE NATION
Tutti gli altri fanno parte di Live Nation, multinazionale americana che in una maniera inimmaginabile negli anni ’50 e ’60, quando è nato il rock’n’roll, che doveva rappresentare libertà di espressione, ma anche negli anni ’70 e ’80, quando io ho cominciato. È una sorta di mega Grande Fratello della comunicazione, Live Nation, che all’interno ha tutto e il contrario di tutto.

GLI AFFARI
Questo è un grandissimo momento. Io ho avuto un 2015 formidabile, un 2016 che vedo molto positivo.

COM’ERA MILANO
Era una città assolutamente più viva di quella di adesso, sembra paradossale ma è così.

COME TANTE ALTRE
È una città più omologata, piena di negozi e ristoranti che ormai ci sono in tutte le città del mondo. Adesso, poi, siccome abbiamo lanciato insieme con altri (soci) il fenomeno dei Food Truck e dello Street Food in generale, qualsiasi negozio si chiama street. Tutto adesso è biologico, è tutto come Grom… Grom è un’altra bufala, è spacciato come gelato bio, ma a quello è solo marketing. Ecco, forse Milano è migliore in alcuni aspetti architettonici, in alcune zone, come l’ Isola, è diventata più bella.

ERRORI MILANESI
La trasformazione di troppi teatri in supermarket, per non parlare dei cinema. Il numero delle vecchie sale è calato in maniera radicale.

ALPI, PORTA ROMANA, LIRICO
Mi ricordo, per esempio, il cinema teatro Alpi, che era vicino a dove abitavo io (da ragazzo). Era una bellissima sala, dove in passato ha suonato anche Franco Battiato. Adesso è diventata una sala Bingo. Poi il teatro di Porta Romana, un pezzo importante di questa città, che ha chiuso. A dire il vero è stato costruito un palazzo, che nel progetto aveva anche un teatro. Io vorrei sapere che fine ha fatto quel teatro. Poi ci sono il Teatro Lirico, che è chiuso da anni; il Palazzo dello sport, che crollò con la nevicata dell’85, ed è stato ricostruito. E il Vigorelli, che è fermo da anni.

IL PALALIDO E IL TEATRO DEGLI ARCIMBOLDI
Il Palalido era un pezzo di storia di questa città, ma non solo per la musica. Qui ho visto Lou Reed e altri della politica e dello spettacolo. Al Palalido si faceva il Cantagiro, ci giocava sia la Onestà, che era la squadra di pallacanestro per cui tenevo io, che la Simmental. Insomma, dalla mattina alla sera l’hanno buttato giù, e io penso che non è stato commemorato. Adesso sarà ricostruito, e mi auguro . ne sono certo – che lo faranno bello anche se hanno fatto di nuovo i soliti errori. È stato costruito senza alcuna consulenza di chi fa questo mestiere per la musica. Adesso ci viene chiesto di usarlo, ma come al solito hanno costruito, come peraltro gli Arcimboldi, senza consultarsi. Per gli Arcimboldi io ero stato consultato, ma poi non hanno ascoltato nemmeno una cosa di quelle che aveva detto, hanno costruito le strutture per i fatti loro. Il teatro degli Arcimboldi, ricordiamolo, è stato costruito perché la Scala era senza teatro e perché c’era uno scomputo per i lavori, cioè negli sconti che aveva avuto il gruppo Pirelli per realizzare la Bicocca aveva l’obbligo di fare questo teatro.

SPAZI PER I BAMBINI
Non ci sono spazi per i bambini. I bambini sono diventati, come target dello spettacolo, fondamentali. Le mostre, i family show, i concerti per teenagers… Si fa di tutto, ma a nessuno è venuto in mente, per esempio, che i bambini sono bassi, hanno determinate caratteristiche, e quindi le strutture fatte per adulti alti 1.85, 1.70 o quant’altro non sono idonee… È così difficile arrivarci? Non credo.Il punto è che i bambini, ovviamente, non votano e quindi chissenefrega.

Video / 2

TUTTI SINDACI?
Io ambirei a un mondo – guarda come sono matto – dove chi fa il politico fa il politico, chi fa il conduttore radiofonico fa il conduttore radiofonico, chi fa l’imprenditore fa l’imprenditore, chi fa il giornalista fa il giornalista, e chi fa la radio fa la radio…

CANDIDATO E TROMBATO
Io ho fatto una volta l’errore di candidarmi, l’ho fatto solo per amore di mia cugina Milly Moratti, che me lo chiese. Bene, sono pentito perché innanzitutto ho fatto una figura di merda, perché ho preso 83 voti – vedo che sei informato – una figura di merda epocale…. Devo dire che il mio ego un po’ ne ha patito… In secondo luogo, la politica è una cosa seria.

LIBERTÀ ASSOLUTA
Io dal 79 a oggi, anno in cui ho cominciato con la mia Barley Arts, ho fatto una scelta precisa: fare quello che avevo voglia di fare. Questo è, così mi sono assolutamente disinteressato di quello che fossero le mode del momento, i partiti del momento, i potenti del momento, i salotti del momento, gli artisti del momento… Non me ne è mai importato nulla, zero. Io non devo niente a tutta questa gente.

PHILIPPE (DAVERIO) IL MIGLIORE
Per questo motivo mi posso permettere di dire che quando c’era letizia Moratti con l’assessore Terzi lavoravo anche bene, quando c’era Daverio e Formigoni anche. Con Philippe, che per me resta una dei migliori assessori alla Cultura degli ultimi cinquant’anni – insieme al mio amico Luigi Corbani – lavoravo bene. Quando è diventato assessore Del Corno con Pisapia non mi sembra che si sia lavorato molto bene.

PISAPIA IL PEGGIORE
Pisapia è stato a mio parere uno dei peggiori sindaci del Dopoguerra. Penso che abbia innanzitutto dimenticato fondamentalmente chi lo ha eletto. Chi? I giovani, non ha fatto niente per loro.

PISAPIA VS BOERI
Ha fatto fuori Stefano Boeri, uno degli uomini di maggior spessore culturale della giunta, solo e unicamente per questioni di gelosia, di visibilità, e non per motivi seri. In terzo luogo, ha ceduto ai poteri forti della Scala, ai poteri forti di Expo, a tutti.

IL FLOP DI EXPO
È stato uno dei più grandi flop della storia di questo Paese. Ovviamente la cosa che non si è detta, anzi. A partire dal nostro presidente della Repubblica per continuare con il nostro presidente del Consiglio per continuare con i nostri amministratori della città.

BILANCIO IN ROSSO
Il bilancio è pessimo. Quanti biglietti sono stati effettivamente venduti nessuno lo sa davvero. E poi nessuno sa quanti biglietti sono stati venduti a prezzo ridotto, cioè a 5 euro, cosa che fa tutta la differenza del mondo… Operazione, peraltro, ampiamente discutibile perché ha messo in ginocchio l’economia della città.

CONCORRENZA SLEALE
Iimprenditori, piccoli imprenditori di tutti i rami, da chi fa trasporti interni a chi fa alberghi, da chi fa ristorazione a chi fa teatro, a chi fa musica e quant’altro, ad ampliare la propria attività e prolungarla anche nel periodo estivo. Dopodiché si è fatta una concorrenza assolutamente sleale, cioè quella di dire «venite a Expo a cinque euro».

I TAPPETI PER EATALY
Eataly ha avuto tappeti… Per l’amor del cielo, Farinetti è un grandissimo imprenditore, però mi chiedo che bisogno c’era di tutti questi tappeti… Vabbè, non fa niente.

NON VOTERÒ SALA
Io sono di sinistra, io non voterò Sala… Non vado proprio a votare.

Video / 3

DECIBEL E CONCERTI
Io sono stato incriminato, ho avuto un processo che è andato avanti tre anni perché 22 persone, no 40 persone, hanno detto che siccome Bruce Springsteen aveva suonato 22 minuti in più a San Siro loro avevano avuto dei danni fisici, le case crollavano e quant’altro. Ho vinto su tutta la linea. Ho vinto due volte perché poi da lì ho imposto a questa città che i concerti a San Siro potessero andare avanti fino a mezzanotte e mezza.

BIGLIETTI TROPPO CARI
Oggettivamente i nostri concerti costano troppi soldi, sta diventando sempre di più un privilegio di pochi andare ai concerti. Ci sono famiglie che rinunciano a tante cose per poterci mandare i figli. Questo è anche per colpa dell’intervento massiccio delle multinazionali che hanno alzato i prezzi dei biglietti in maniera inconsulta.

GLI INCONTRI IMPORTANTI
Io sono un uomo fortunato, da questo punto di vista ne ho incontrati una vagonata. Phil Collins è una persona straordinaria, Robert Plant è una persona straordinaria, Robert Smith, Bruce Springsteen.. Ce ne sono tanti, ma ci sono anche tante persone mediocri.

ITALIANI INQUIETANTI
Gli artisti italiani nella maggior parte dei casi sono abbastanza inquietanti. Si fanno guidare da un cattivo management e sono ormai troppo spesso omologati, vittime del grande magma televisivo-radiofonico-concertistico in cui ci sono 3-4 cose che se non si fanno ci si sente un dannato. È molto triste questo, anche perché il sistema radiotelevisivo di questo paese è quello che è.

RADIO FATTE DAI COMPUTER
Le radio di grande successo, come tutti sappiamo, sono guidate da un computer che dirige, mette 100 canzoni dentro, e fanno passare solo quelle 100 canzoni.

BEI RICORDI
Sono veramente tanti. Il 5 maggio del 1982, per esempio, al Rolling Stone feci suonare Ry Cooder, artista che io amavo profondamente, e amo tuttora. Quando Ry è salito sul palco io ero di fianco e mi ricordo che sono scoppiato, a piangere dalla commozione dalla felicità.

I CONCERTI DURANTE LA LEVA
La prima tournée di Van Morrison mentre ero militare, nel 1981. Non avevo mai raccontato che ero militare e avevo anche una struttura minima. Tra l’altro, con me, al tempo c’era Paolo dal Bon il mio amico, che parlava solo tedesco e italiano e quindi rispondeva al telefono in tedesco o in italiano… Mi chiamavano e diceva: “No, non c’è”. Per lungo tempo ho creduto che pensassero mi avessero ingabbiato… Perché non c’ero mai, ma poi richiamavo dal corpo di guardia!

SONORIA ’94
Era il ’94 ed ero già appassionato di festival da una vita, i festival come si fanno nel mondo anglosassone non come si fanno in Italia. Ero riuscito a trovare uno sponsor che mi dava una cifra sostenuta e allora – bimbumbam – ho messo su un festival al Parco Aquatica a Baggio, dove da zero ho preso un campo molto bello circondato di faggi, l’ho recintato, ho fatto un’arena per lo spettacolo dal vivo attrezzata e mi sono inventato il primo Sonoria, con 33 artisti in tre giorni, a 100 lire. Nel cast Aeromith, Bob Dylan, Peter Gabriel, Whitesnake, Sepultura, Blur, Willy De Ville, Paul Rodgers etc. Peccato che feci meno di 6000 paganti.

SONORIA ’95
L’anno dopo andai avanti rilanciando: 43 artisti con due palchi e 25 mila biglietti venduti, quindi andava decisamente meglio.

DIECI ORE DI PIOGGIA
Il giorno più importante, quello con headliner prima Jimmy Page e poi i Cure ci sono state 10 ore di seguito di pioggia. Il campo è diventa ovviamente un acquitrino, la copertura del palco si è squarciata, e questo prima ancora che si esibissero Robert Plant, Jimmy page e I Cure… Miracolosamente, grazie anche al mio amico Enrico Rovelli, che al tempo mi diede il palco e lo mise a posto, abbiamo fatto il concerto. E quello è rimasto nella storia perché chi l’ha vissuto lo paragona a Woodstock, dove di acqua ne scese tantissima… Dieci ore di fango diventa una missione.

SONORIA ’96
Quell’anno tre palchi, 54 artisti. Era tutto perfetto, nel ’96 Sonoria era perfetto. Faccio 20 mila paganti, però nel ’97, stremato, ho mollato il colpo. Peccato perché nel ’98 Heineken, lo dico serenamente, che Dio li stramaledica per questo, decidono di lanciare un festival, e invece di chiamare me chiamano il mio concorrente.

E POI L’HEINEKEN JAMMIN’ FESTIVAL…
Comincia con i soldi di Heineken un’avventura, non sto criticando Roberto De Luca, che oggettivamente non ha costruito nulla di che. Heineken ha speso tutto quello che poteva spendere, aveva un budget di 4-5-6 milioni di euro e dov’è arrivata? Da nessuna parte. Quel festival non è mai diventato un vero e proprio festival, non si è mai neanche avvicinato a quello che ho fatto io, con le mie risorse e senza uno sponsor (a Milano, con Sonoria). Il massimo degli artisti che ha avuto in tre giorni è stato 20. Erano sostanzialmente dei concertoni con gli headliner e quattro o cinque supporter spesso, mi dispiace dirlo, scelti maldestramente e con una logica da manuale Cencelli. Nel senso, prendiamo questo perché è di quell’agente, prendiamo questo perché è un italiano che lavora con noi. Zero logiche artistiche. Infatti il festival è morto com’era logico che morisse.

Video / 4

FRANK ZAPPA, THE BOSS E LA MUSICA SARDA
Quando feci sentire la musica sarda a Frank Zappa uscì fuori di testa, infatti molti anni dopo fece un pezzo dedicandolo a me. Springsteen? Ho dato i dischi anche a lui, ma non so se li ha sentiti. Spero di sì per lui perché sarebbe un arricchimento per lui.

LA DELUSIONE STEVIE WONDER
Un’enorme delusione anche professionale è stato Stevie Wonder, che per me è uno dei massimi esponenti della storia della musica di tutti i tempi.

TERRIFICANTE…
Peccato che per due concerti, uno a Milano uno a Roma si presentò senza aver fatto le prove, con uno spettacolo con scenografie terrificanti, con un fonico di sala che non era un fonico da musica dal vivo, ma da disco, quindi non preparato, e con una produzione con cui non aveva mai fatto neanche un giorno di prova. In più chiese e ottenne, pagando lui, un’orchestra. I concerti furono terrificanti e addirittura io il giorno dopo chiesi scusa pubblicamente al pubblico con una lettera su Repubblica.

NUDO IN CAMERA
Finisce il concerto a Roma, e la mattina dopo… Insomma, per farla breve: l’avevano lasciato nudo, in camera, senza vestiti, senza nessuno di loro… Il mio tour manager è dovuto andare a comprare dei vestiti… E in più mi fece perdere una tombola di soldi.

IL FIASCO FLEETWOOD MAC
Poi altre delusioni… I Fleetwood Mac, delusione enorme, perché è un gruppo che io adoro ma quando vennero qui erano in una forma discutibile e chimicamente un po’ alterati… In più fecero un fiasco colossale.

L’INSOPPORTABILE VAN MORRISON
Negli ultimi anni mi ha deluso molto Van Morrison perché è cambiato radicalmente, è diventato umanamente insopportabile, e secondo me anche gli spettacoli ne risentono. Brutta questa storia dell’orologio che è puntato a un’ora e un quarto di show. Quando vede che ha fatto un’ora e un quarto mette giù la penna e se ne va…

BYE BYE SCROCCONI
Io come politica non guardo in faccia a nessuno. Ho rifiutato biglietti a Berlusconi, ho rifiutato biglietti a sindaci, ho rifiutato biglietti a stilisti. Non me ne frega un cazzo, anzi. Chi ha i soldi deve spenderli, non vedo perché debba avere dei privilegi. Semmai è esattamente il contrario: se voglio regalo i biglietti al mio macellaio o al mio amico del bar, o a chi non ha i soldi per… Ovviamente tutti i miei colleghi fanno esattamente il contrario, ma ognuno fa quello che vuole nella vita. Io non critico, io però non faccio quella roba lì. Con Springsteen sono tutti abituati, e lo sanno che bisogna pagare.

AMBROSINI E LITTLE STEVEN
Io rifiutai i biglietti al calciatore Ambrosini. Primo perché è milanista e io sono interista, quindi… Se fosse stato Gattuso, però, glieli avrei anche dati, anche a Sheva glieli avrei dati, ma ad Ambrosini no perché chi è interista ricorda che questo signore, sul pullman, quando il Milan ha vinto lo scudetto, una delle poche volte che ha vinto lo scudetto, no purtroppo tante volte hanno vinto lo scudetto, fece dei brutti gesti prendendo per il culo l’Inter. Ecco, io non ho dimenticato. Me li chiese e lo cacciai fuori. Peccato che il mio amico Piccolo Stefano, nonché Little Steven, o Steve Van Zandt, è amico di Ambrosini e glieli diede lui, quindi me lo trovai comunque nel pit gratis e avrei volutoo tanto menare…

QUANTO SI GUADAGNA CON IL BOSS?
Questa è una domanda cattiva, non lo dirò neanche sotto tortura, nel senso che non trovo giusto estrapolare così… Diciamo una cosa: se si fanno due San Siri esauriti è una buona operazione, però bisogna farli gli esauriti e non ci devono essere inconvenienti.

SPRINGSTEEN AL CIRCO MASSIMO
Al Circo Massimo mi sarebbe costato una certa cifra, in questo momento rischia di costare il 30 per cento in più, quindi non 200 mila euro ma 280. Ovviamente fa tutta la differenza del mondo. Uno dice «l’incasso al Circo Massimo sarà di 8 milioni di euro». Sì, ho capito, poi devi vedere cosa ti rimane attaccato.

COSE DA FARE
Le due cose che mi piacerebbe riuscire a portare a termine nei prossimi 3-5 anni sono sicuramente: riuscire a rilanciare Sonoria, perchè per me non è un capitolo chiuso, è una delle cose più belle che ho fatto nella mia vita. La seconda cosa è totalmente innovativa: avere uno spazio dedicato alle mostre di Eduteinment, Educational Entertainment, che in Italia non esiste.

VASCO E LIGA, ERA (QUASI) FATTA
In passato ero arrivato tanto così vicino da fare una roba spettacolare: un enorme spettacolo con Vasco Rossi e Ligabue insieme, sarebbe stato estremamente divertente. La mie idea era di fare un po’ come all’epoca dello swing, quando si facevano le battaglie fra orchestre che suonavano su due palchi contrapposti. Ecco, avere due palchi contrapposti in uno spazio enorme… Abbiamo fatto delle trattative durante il periodo in cui lavoravo con Ligabue insieme a un’altra società, ci siamo andati molto vicini. Ma poi non si è più fatto. Per me è stato un peccato.